Il presidente Marino del Movimento Disabilità: ” È un problema, quello relativo alla gestione delle persone con handicap agli sportelli degli uffici postali che da anni vede interpellanze su tutto il territorio nazionale”
Una azienda, Poste Italiane, che all’articolo 2 della Carta della Qualità del servizio pubblico postale adottata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 gennaio 1996 stabilisce che
«L’Ente Poste Italiane promuove a favore dei portatori di handicap, degli anziani e dei clienti in condizioni particolari, facilità di accesso e rapporto diretto agli sportelli» deve garantire ai meno abili un accesso fluido e garantito ai suoi sportelli.
È questo il momento del Movimento Disabilità con sede in Capaccio Paestum, presieduto dal Dott. Luigi Marino, in merito alle disfunzioni verificate e segnalate da non pochi disabili, che si verificano ogni inizio mese, in concomitanza dei pagamenti delle pensioni, presso l’Ufficio Postale di località Licinella.
<< È un problema, quello relativo alla gestione delle persone con handicap agli sportelli degli uffici postali che da anni vede interpellanze su tutto il territorio nazionale – sottolinea il Presidente del Movimento Disabilità, Luigi Marino – nonostante con il decreto del 1996 si impone attenzione verso le persone diversamente abili, cosa che non avviene nella maggior parte degli uffici postali dislocati nell’hinterland Capaccese Pestano e, soprattutto, in quello di Licinella.
La priorità tanto decantata non viene data e le fasce socialmente più deboli devono affrontare lunghe code dinanzi agli sportelli – prosegue la nota – senza comprendere che alcune persone malate possono avere diversi problemi (dolori alle ossa, incontinenza vescicale, astenia, senso di pesantezza agli arti inferiori, contrazioni muscolari) e non riescono a rimanere in coda troppo a lungo davanti agli sportelli. Da più di un anno non poche forze politiche ed associazioni ci ostiniamo, senza alcun risultato, a chiedere il rispetto dei deboli pur di non vedere più anziani ed invalidi costretti ad un “tour de force”, in quel di Licinella, per l’accreditamento delle loro pensioni con attese lunghissime
– conclude la nota del Movimento Disabilità – tanto che oggi siamo costretti a chiedere un intervento diretto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nei confronti di EPI (Ente Poste Italiane).
È inconcepibile, poi, chiedere il contrassegno utilizzato per la sosta della propria auto, al fine di certificare “l’essere invalido”. È come dire… Niente auto? Niente CUDE! Niente agevolazioni. Non tutti i disabili hanno l’auto e, quindi non hanno il CUDE. Ma anche per loro vale il D.P.C.M.




