L’uomo, Francesco Giuliano in arresto con la compagna, ha reso dichiarazioni spontanee dinanzi al Magistrato che indaga sul caso
Dopo un iniziale periodo di silenzio, l’agente della Polizia Penitenziaria coinvolto nell’arresto, avvenuto giovedì scorso dopo un inseguimento mozzafiato, ha finalmente deciso di rompere il silenzio e parlare. Le sue dichiarazioni spontanee sono state rilasciate stamattina davanti al Giudice per le Indagini Preliminari Ferraiolo, direttamente dal carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove l’agente è attualmente recluso.
L’arresto è avvenuto dopo che l’uomo è stato trovato in possesso di sostanze stupefacenti, segnando l’inizio di uno scandalo che ha scosso le forze dell’ordine. Nelle sue dichiarazioni, l’agente ha espresso profonde scuse a tutti i suoi colleghi e alle forze dell’ordine per il suo comportamento, sottolineando che non avrebbe mai intenzionalmente causato danno a nessuno.
Una rivelazione inaspettata è emersa durante l’interrogatorio: l’agente ha dichiarato di essere affetto da ludopatia, dipendenza dal gioco d’azzardo, e ha sottolineato che questa problematica lo ha spinto a compiere azioni che mai avrebbe immaginato di compiere. La ludopatia, secondo le sue dichiarazioni, avrebbe giocato un ruolo chiave nel suo coinvolgimento in attività illegali.
Attualmente, l’agente rimane dietro le sbarre mentre la sua compagna è stata posta agli arresti domiciliari. Le indagini sono ancora in corso per far luce su tutti gli aspetti di questa vicenda che ha gettato un’ombra sulla credibilità delle forze dell’ordine. La ludopatia come possibile motivazione per comportamenti illegali solleva ulteriori interrogativi sulla necessità di affrontare le questioni legate alla salute mentale all’interno delle forze di polizia.
I fatti
Giovedì scorso, durante un controllo operato dal personale del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria, all’interno della Casa Circondariale di Salerno “A. Caputo”, sono stati tratti in arresto, a seguito di un inseguimento, GIUGLIANO Francesco, appartenente alla Polizia Penitenziaria in servizio presso la stessa casa circondariale, e la compagna Anna Maria RUSSO per il reato di detenzione, in concorso tra loro, al fine di cessione a terzi detenuti di sostanza stupefacente del tipo hashish, in quanto individuato nel mentre il GIUGLIANO stava varcando l’ingresso della struttura con indosso circa 150 grammi della predetta sostanza, poi sottoposta a sequestro




