Franco Alfieri sindaco di Capaccio Paestum e Presidente della Provincia di Salerno era stato arrestato agli inizi del mese
È arrivata pochi minuti fa la decisione del Tribunale del Riesame di Salerno: Franco Alfieri, sindaco di Capaccio Paestum e presidente della Provincia di Salerno, potrà lasciare il carcere di Fuorni. La misura cautelare per Alfieri è stata attenuata, con il passaggio dagli arresti in carcere agli arresti domiciliari.
Il contesto dell’arresto
Franco Alfieri era stato arrestato il 3 ottobre scorso in seguito a un’inchiesta che coinvolgeva altri indagati, i quali si trovavano già ai domiciliari. Il Riesame aveva posticipato il giudizio al 28 ottobre per valutare nuovamente la sua situazione cautelare e ha infine optato per una misura meno restrittiva.
I dettagli del Riesame
È durato complessivamente quasi cinque ore l’udienza per Franco Alfieri, la sorella Elvira Alfieri, Vittorio De Rosa e Alfonso D’Auria della Dervit. Davanti al collegio giudicante del tribunale della libertà, presieduto dal giudice Dolores Zarone (con i giudici a latere Enrichetta Cioffi e Cristina De Luca), questa mattina sono stati ascoltati dapprima i legali della famiglia Alfieri, Agostino De Caro e Domenicantonio D’Alessandro. In aula era presente solo Elvira, titolare della ditta Alfieri Impianti srl di Torchiara (Sa). Successivamente, alla presenza degli indagati Vittorio De Rosa e Alfonso D’Auria, ha preso la parola il legale della Dervit spa di Roccadaspide (Sa), Antonello Natale.
Gli avvocati
Nell’istanza per ottenere la revoca o l’attenuazione delle misure cautelari a favore dei propri assistiti, il team di avvocati difensori ha depositato estese memorie difensive e documentazione aggiuntiva, mirate a chiarire ulteriormente le posizioni degli indagati.
Oltre a ribadire la presunta incompetenza territoriale della Procura di Salerno – argomentando che il presunto atto corruttivo alla base dell’intero impianto probatorio, ossia i bonifici effettuati dalla Dervit a favore della Alfieri Impianti, si sia concretizzato a Torchiara, dove ha sede legale la stessa Alfieri Impianti e che ricade sotto la giurisdizione del Tribunale di Vallo della Lucania – è stata evidenziata la natura prevalentemente indiziaria dell’accusa, nonché l’assenza di rischio di reiterazione dei reati ipotizzati o di inquinamento delle prove.
Conferma degli arresti domiciliari per altri indagati
In parallelo, il Tribunale del Riesame ha confermato gli arresti domiciliari per gli altri coinvolti nella stessa indagine. La decisione rappresenta un punto di svolta per Alfieri, che potrà tornare a casa pur rimanendo sotto la misura cautelare domiciliare.
Sin dal primo momento i legali del politico cilentano hanno mostrato estrema fiducia su una misura cautelare diversa dal carcere.




