I beni sequestrati vi sono 59 fabbricati, 37 terreni e un impianto di produzione di calcestruzzo, per un valore di oltre 10 milioni di euro
La Corte d’Appello di Salerno ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta nei confronti dell’imprenditore Giuseppe Bertolini e di sua figlia Marianna, rispettivamente a quattro e due anni di reclusione. La sentenza, emessa dalla Sezione Penale presieduta dal giudice Giuliano Rulli, rigetta l’appello proposto dai due imprenditori cilentani, già condannati nel 2023 dal Tribunale di Vallo della Lucania. Entrambi sono stati ritenuti colpevoli di condotte distrattive che hanno contribuito al dissesto della loro società, la Beton Bert, dichiarata fallita nel 2012.
Le indagini
Le indagini, coordinate dalla Procura di Vallo della Lucania e condotte dalla Guardia di Finanza, hanno rivelato che Giuseppe Bertolini avrebbe sottratto 1,4 milioni di euro dal patrimonio societario attraverso un contratto di leasing con finalità fraudolente. Tali fondi sono stati usati per un immobile legato a un’altra società, anch’essa fallita, di proprietà del genero di Bertolini, senza mai completare l’acquisizione del bene, causando un grave danno ai creditori.
I beni sequestrati
Tra i beni sequestrati vi sono 59 fabbricati, 37 terreni e un impianto di produzione di calcestruzzo, per un valore di oltre 10 milioni di euro. Inoltre, la Corte ha confermato il risarcimento alla Edil Cava di Battipaglia, azienda che vanta un credito di 1,5 milioni di euro nei confronti dei Bertolini.
Il controllo del mercato
L’indagine ha evidenziato l’uso sistematico di capitali provenienti da precedenti operazioni fraudolente per mantenere il controllo del mercato edilizio locale, con gravi violazioni del principio di equità nei confronti dei creditori.




