Un fatto di cronaca che nel 2016 scosse la comunità, un lavoratore rumeno rimase schiacciato, arriva la sentenza a favore dell’imprenditore
Dopo otto anni, si conclude il processo contro R.A., titolare di un’impresa boschiva di Ceraso, accusato di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme antinfortunistiche. La vicenda riguardava la morte di V.L., un lavoratore rumeno di 40 anni, rimasto schiacciato da un albero nel marzo 2016.
Il caso
Secondo le indagini iniziali, V.L. avrebbe lavorato in nero per la ditta coinvolta, ma il titolare aveva sempre sostenuto che l’uomo non fosse suo dipendente. Al momento dell’incidente, V.L. era in compagnia di un connazionale, G.A., che aveva fornito versioni contrastanti sulle circostanze dell’accaduto, risultando poi irreperibile durante il processo.
La sentenza
Il giudice monocratico, dott. V. Ragucci, presso il Tribunale di Vallo della Lucania, ha assolto R.A., rappresentato dall’avv. Vincenzo Speranza. La corte ha stabilito che non è stata provata l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato tra V.L. e l’imputato, elemento cruciale per l’attribuzione di responsabilità penale.




