Lungo i 14 km di costa di Capaccio Paestum, le 80 concessioni balneari estese fino al 2033 tornano al centro delle polemiche
Lungo i 14 km di costa di Capaccio Paestum, le 80 concessioni balneari estese fino al 2033 tornano al centro delle polemiche. La recente sentenza del Consiglio di Stato (n. 6513/2024), pubblicata il 16 dicembre, ha stabilito che le estensioni rilasciate sulla base della legge 145/2018, nota come “legge Centinaio”, non sono conformi alle direttive europee.
La sentenza: pubblicazione sull’albo pretorio non sufficiente
Il Consiglio di Stato ha chiarito che le estensioni approvate tramite la pubblicazione dell’atto sull’albo pretorio non rispettano i criteri imposti dalla direttiva Bolkestein (2006/123/CE), che prevede gare pubbliche per le concessioni balneari. La sentenza ribalta una recente decisione del Tar di Bari, che aveva invece dichiarato valide le concessioni rilasciate dal Comune di Monopoli con tale modalità.
Secondo i giudici, la pubblicazione sull’albo pretorio rappresenta una procedura di comunicazione locale priva della trasparenza e della pubblicità richieste per garantire una competizione equa. La Corte ha sottolineato che il procedimento non è comparabile a un bando pubblico e non rispetta le minime tutele della concorrenza.
La direttiva Bolkestein e il nodo delle concessioni
La direttiva Bolkestein, applicabile in modo vincolante anche in Italia, richiede che le concessioni demaniali siano assegnate attraverso procedure trasparenti e aperte a tutti gli operatori, compresi quelli provenienti da altri Stati membri. La proroga automatica delle concessioni fino al 2033, stabilita dalla legge 145/2018, era già stata annullata nel 2021 dal Consiglio di Stato.
Alcuni Comuni, tuttavia, avevano tentato di aggirare l’impasse pubblicando gli atti sull’albo pretorio e avviando il rinnovo solo in assenza di domande concorrenti. Questa pratica, considerata rispettosa della normativa europea da alcuni Tar, è stata ora sconfessata dal massimo organo di giustizia amministrativa.
Ripercussioni e futuro delle concessioni
La sentenza apre scenari preoccupanti per molte concessioni balneari italiane. Pur restando validi gli atti già rilasciati e non impugnati, la pronuncia crea un precedente che potrebbe portare all’annullamento di numerosi titoli simili in tutta Italia.
In base al “decreto Infrazioni” del governo Meloni, tutte le concessioni balneari dovranno essere messe a gara entro il 30 giugno 2027. L’incertezza normativa e il rischio di ricorsi rappresentano una sfida per amministrazioni locali e concessionari, che dovranno adattarsi alle disposizioni europee.
Il caso di Capaccio Paestum
Nell’amministrazione di Franco Alfieri, circa 80 concessioni sono state rilasciate attraverso le modalità ora bocciate dal Consiglio di Stato. La sentenza potrebbe scatenare un effetto domino, con implicazioni per l’intera gestione delle concessioni demaniali lungo la costa.
La vicenda sottolinea la necessità di riformare il sistema di assegnazione delle concessioni, garantendo trasparenza, concorrenza e rispetto delle normative europee per un equilibrio tra tutela del demanio e sviluppo del settore turistico.




