Botti interviene sull’attività amministrativa del Comune riguardo il piano di zona, una gestione fallimentare per il consigliere
Il consigliere comunale di Vallo della Lucania, Nicola Botti, ha espresso dure critiche riguardo al recente Coordinamento Istituzionale del Piano di Zona S8, accusando l’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Sansone di aver gestito in modo fallimentare una questione cruciale per il territorio. Secondo Botti, ciò che viene definito come un “risultato storico” rappresenta in realtà un’opera incompiuta e contraddittoria.
Stabilizzazioni parziali e precariato persistente Nel dettaglio, su 16 figure professionali previste, solo 9 verranno stabilizzate e con condizioni contrattuali differenti. Quattro assistenti sociali saranno assunte dal Comune di Agropoli a tempo indeterminato e con un contratto a 36 ore settimanali. Altre cinque figure saranno stabilizzate dai Comuni di Vallo della Lucania e Casalvelino, ma con contratti part-time di sole 12 ore settimanali. Un risultato che Botti non esita a definire un’“epocale vergogna”.
Tagli e incertezze per altre figure professionali Il resto del personale, inclusi sociologi e psicologi, rischia il licenziamento e sarà costretto, se vorrà continuare a lavorare, ad accettare contratti a partita IVA. Una scelta che preclude l’accesso alla stabilità lavorativa a molti professionisti, con un impatto negativo anche sulla qualità dei servizi erogati alla comunità.
Scelte amministrative sotto accusa Botti accusa l’amministrazione di aver agito con superficialità, tentando di copiare modelli esistenti senza comprenderne a fondo la complessità. Gli atti approvati sarebbero stati stravolti, vanificando mesi di lavoro e concertazione con la consigliera Moscatiello e i sindaci coinvolti.
Servizi essenziali a rischio Le conseguenze di queste scelte si ripercuoteranno direttamente sui servizi essenziali destinati alle fasce più deboli della comunità: famiglie in difficoltà, anziani, minori, ludopatici e donne vittime di violenza. Secondo il consigliere, la gestione attuale non è in grado di garantire risposte concrete ed efficienti ai bisogni reali del territorio.
Appello alla Regione e agli organi di controllo Di fronte a questo scenario, Botti chiede con forza l’intervento della Regione Campania e degli organi competenti per fare chiarezza su quanto accaduto e adottare provvedimenti concreti. L’obiettivo è garantire servizi adeguati, tutelare i diritti dei cittadini e assicurare un futuro stabile ai professionisti coinvolti.
Preoccupazione e opposizione ferme Il consigliere conclude esprimendo profonda preoccupazione e ribadendo la sua ferma opposizione a quelle che definisce “scelte scellerate”. Secondo Botti, dietro questa gestione si nasconde una mancanza di volontà politica nel rispettare gli impegni presi, a favore di interessi meno nobili. La richiesta finale è chiara: un’indagine esterna per fare luce su questa vicenda.




