Situati in tre comuni diversi ma poco distanti tra loro: Ogliastro Cilento, Capaccio e quello esistente di Cicerale, questo aumenta la preoccupazione
Sta sollevando polemiche la realizzazione di un nuovo impianto a biomassa nella zona industriale che coinvolge i comuni di Ogliastro Cilento, Cicerale, Giungano, Capaccio Paestum e Agropoli. L’opera, finanziata con 25 milioni di euro, prevede un impianto capace di gestire 125mila tonnellate di rifiuti, estendendosi su una superficie di 40mila metri quadrati.
Analizzando la piantina dell’area interessata, emerge una preoccupante vicinanza tra l’impianto in fase di definizione a Ogliastro, quello di Capaccio e quello già realizzato a Cicerale: una distanza che si riduce a poche centinaia di metri. Questo concentramento di strutture, se portato a termine, rischia di trasformarsi in un “ecomostro”, alimentando il malcontento tra i residenti.
La zona, infatti, non è solo destinata a usi industriali, ma possiede numerose altre vocazioni che un tale progetto rischierebbe di compromettere. Le opposizioni locali, compatte, denunciano una pianificazione politica che sembra ignorare il potenziale del territorio e la volontà delle comunità coinvolte. Il Cilento diventerà la discarica di mezza Italia e senza dati controvertibili ed empirici sono tante le anime che si oppongono a questo piano che coinvolge non solo un’area ben delimitata ma tutti i comuni limitrofi.




