Un interrogatorio durato circa due ore, durante il quale l’indagato ha fornito la propria versione dei fatti, entrando nel merito delle contestazioni
AGROPOLI – Ha parlato per la prima volta davanti agli inquirenti Michele Pecora, il custode cimiteriale finito agli arresti domiciliari con l’accusa di tentata estorsione e rapina aggravata, in concorso con l’imprenditore capaccese Roberto Squecco e il vigile urbano Antonio Bernardi. Assistito dal nuovo legale, l’avvocato Francesco Raeli, Pecora ha scelto di rispondere alle domande dei magistrati, dopo essersi inizialmente avvalso della facoltà di non rispondere all’indomani dell’arresto.
Un interrogatorio durato circa due ore, durante il quale l’indagato ha fornito la propria versione dei fatti, entrando nel merito delle contestazioni mosse dalla procura e offrendo chiarimenti anche su episodi considerati chiave nell’inchiesta. Al termine del colloquio, la difesa ha formalmente depositato istanza al giudice per le indagini preliminari per ottenere la revoca o, in subordine, l’attenuazione della misura cautelare attualmente in vigore.
Pecora è coinvolto nell’inchiesta che ruota intorno a un presunto sistema di pressioni e intimidazioni, con episodi di violenza e minacce, per il quale risultano indagati anche altri soggetti eccellenti. Tra questi, l’ex sindaco Franco Alfieri, l’ex moglie di Squecco, Stefania Nobili, e altri cinque soggetti tra cui Antonio Cosentino, Domenico De Cesare e Angelo Genovese – noti come il “gruppo di Baronissi” – ai quali Squecco avrebbe commissionato un attentato dinamitardo ai danni del primo cittadino di Capaccio.
Nessun nuovo interrogatorio previsto, per ora, per questi ultimi indagati. Ieri mattina, invece, è stata nuovamente ascoltata Maria Rosaria Picariello, accusata unicamente di favoreggiamento. Davanti ai magistrati Elena Guarino e Carlo Rinaldi, la donna ha cercato di chiarire alcuni punti rimasti oscuri nella sua precedente audizione. L’interrogatorio è durato circa un’ora. La sua posizione resta al vaglio degli inquirenti, ma secondo fonti vicine alla difesa, dopo la revoca degli arresti domiciliari si intravede uno spiraglio positivo per la Picariello.


