Il 26enne risultava scomparso dopo la sparatoria a Foria: era sepolto nei pressi del campo sportivo di San Severino: ritrovato grazie al cellulare
CENTOLA – Si è conclusa nel modo più drammatico la vicenda del tentato furto avvenuto nella notte tra domenica e lunedì nella frazione Foria di Centola. Il corpo senza vita del 23enne di origine albanese è stato rinvenuto nelle campagne di San Severino, in un’area impervia, parzialmente nascosto tra la fitta vegetazione.
A indicare il luogo del macabro ritrovamento sarebbe stato lo stesso proprietario della villa presa di mira dai malviventi, un uomo di 60 anni, che aveva sparato con un fucile contro i ladri durante l’irruzione nella sua abitazione. Questa mattina, accompagnato dal suo legale, l’avvocato Antonello Natale, si è presentato spontaneamente presso la Procura della Repubblica di Vallo della Lucania. Visibilmente provato e in lacrime, ha reso dichiarazioni durante un lungo interrogatorio, nel corso del quale avrebbe ammesso di aver colpito mortalmente il giovane e, successivamente, di averne occultato il corpo nelle campagne limitrofe.
Il gesto, secondo quanto ricostruito, sarebbe avvenuto in un momento di forte concitazione e paura, ma le conseguenze sono gravissime. Le autorità giudiziarie stanno ora valutando un aggravamento delle accuse a carico del sessantenne, che inizialmente era indagato per lesioni gravissime nei confronti dell’altro componente del gruppo, un 28enne anch’egli albanese, rimasto gravemente ferito e attualmente ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Cardarelli di Napoli. Ora, per l’uomo potrebbero profilarsi anche i reati di omicidio e occultamento di cadavere.
Nel frattempo, le indagini proseguono per fare piena luce sull’accaduto e risalire all’identità degli altri membri della banda, che secondo gli inquirenti sarebbe composta da più persone. Fondamentali, in tal senso, saranno i rilievi balistici, le testimonianze e l’analisi delle immagini di videosorveglianza della zona.
La comunità di Foria e l’intero Cilento sono scossi dall’accaduto. Una vicenda che, al di là delle responsabilità penali che saranno accertate nelle sedi opportune, riaccende il dibattito sulla sicurezza nelle aree rurali, sulla legittima difesa e sui confini tra la tutela della propria incolumità e l’uso della forza. con ambienti criminali locali e non. L’ipotesi più accreditata resta quella di un regolamento di conti, ma non si escludono altre piste.
Il ritrovamento del corpo potrebbe rappresentare una svolta cruciale per le indagini.


