Nuovi elementi riaprono le indagini sull’incidente del 30enne centauro di Eboli. Sotto esame anche la presenza di un giovane accanto al corpo dopo lo schianto
L’ombra del dubbio torna ad avvolgere la morte di Ivan La Monica, il motociclista 30enne originario di Eboli deceduto lo scorso giugno lungo la Statale 18 ad Agropoli. Quello che all’inizio era stato archiviato come un incidente autonomo potrebbe avere contorni diversi: i filmati acquisiti dagli inquirenti hanno infatti mostrato il passaggio di una piccola utilitaria che avrebbe incrociato la moto del giovane pochi istanti prima del violento impatto.
Sebbene non vi siano immagini dirette del momento dello schianto, la presenza di quel veicolo ha insospettito gli investigatori. Si ipotizza che una manovra improvvisa del conducente possa aver costretto La Monica a perdere il controllo della moto. Da qui la decisione del pm di Vallo della Lucania di approfondire ogni dettaglio per risalire all’auto e a chi la guidava.
A rendere il quadro ancora più complesso c’è un altro particolare emerso dalle riprese: un ragazzo che si avvicina al corpo di Ivan e si china su di lui, a differenza di altri automobilisti che, invece, si limitarono a chiamare i soccorsi. Un gesto che le autorità giudiziarie considerano singolare e che ora viene vagliato con attenzione.
La famiglia del giovane centauro, affiancata dagli avvocati Mario e Carlo Conte, continua a chiedere chiarezza e trasparenza, confidando che questa nuova fase d’indagine possa finalmente dare risposte definitive. Nel frattempo, la Procura mantiene il massimo riserbo: l’obiettivo è ricostruire ogni passaggio per comprendere se quella notte sulla Statale 18 la sorte di Ivan sia stata segnata solo dal destino o da altri fattori ancora nascosti.




