Il Comune ha approvato il Piano Integrato 2025-2027, ma il documento non compare nella sezione dedicata sul sito istituzionale. Dubbi e polemiche sulla gestione politica dell’iter
Ad Agropoli si torna a parlare di pubblica amministrazione e, soprattutto, di trasparenza. Il PIAO – Piano Integrato di Attività e Organizzazione – è ormai uno strumento obbligatorio per tutti gli enti pubblici, introdotto dall’articolo 6 del decreto-legge 80/2021 e disciplinato successivamente dai regolamenti e decreti ministeriali entrati in vigore tra il 2022 e il 2023. Un atto che, sulla carta, dovrebbe garantire chiarezza sulla programmazione delle attività, sulla formazione e soprattutto sul fabbisogno di personale.
Il Comune di Agropoli aveva già approvato il PIAO 2024-2026, regolarmente pubblicata sia sul portale del Dipartimento della Funzione Pubblica sia sul sito istituzionale. Con il PIAO 2025-2027 al contrario a distanza di tempo, emerge un problema non da poco: nella sezione dedicata ai piani sul fabbisogno del personale, il documento non risulta visibile. Un’assenza che alimenta interrogativi e polemiche, anche alla luce delle difficoltà affrontate dall’amministrazione guidata dal sindaco Mutalipassi durante l’iter di approvazione, completato soltanto dopo l’arrivo in giunta del neo assessore Giuseppe Cammarota.

Il PIAO non è un atto secondario. Dietro la sua impostazione si gioca una partita importante: la programmazione delle assunzioni, la gestione della macchina comunale, la possibilità per i dipendenti di pianificare percorsi professionali e per i cittadini di verificare la corretta gestione delle risorse umane. Non sorprende, quindi, che a livello locale si registrino tensioni. Il Piano è di importanza politica e alcuni lavoratori aspettano di essere trasferiti da Capaccio Paestum al comune di Agropoli.
La vera domanda resta una: perché il Piano, pur approvato, non è disponibile nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito comunale? Un vuoto che stride con l’obbligo di pubblicità e con il principio stesso del PIAO, nato per semplificare e rendere più chiari i meccanismi amministrativi.
A questo punto non si tratta più soltanto di un adempimento tecnico, ma di una questione politica. L’assenza del documento mette in difficoltà la giunta, già alle prese con le fisiologiche sfide di gestione e con il tema delle assunzioni, sempre delicato per un comune in crescita. In attesa che la situazione venga chiarita, il “mistero del PIAO” rischia di diventare un caso emblematico di come, in Italia, la trasparenza resti spesso un obiettivo più dichiarato che praticato.




