Intanto i Carabinieri vagliano le videocamere, il sindaco stigmatizza l’accaduto “Una volta si aveva rispetto almeno per i defunti”
Nel cimitero comunale di Agropoli sono state forzate alcune cappelle private e trafugati oggetti in rame e ottone, materiali rivendibili sul mercato nero. A scoprire il furto sono stati i proprietari dei sepolcri, che hanno trovato serrature rotte, porte divelte e danni ai loculi. L’episodio ha suscitato sdegno in città, dove il gesto è stato percepito come una profanazione di un luogo dedicato alla memoria dei defunti.
Il colpo sarebbe avvenuto giovedì, nel penultimo padiglione del camposanto, in una zona meno frequentata. I ladri hanno agito selezionando vasi, crocifissi, maniglie e altri elementi metallici, lasciando il resto intatto. Non sono stati sottratti altri beni di pregio.
Sul posto sono intervenuti la polizia municipale e i carabinieri della compagnia di Agropoli, che hanno avviato le indagini. Gli investigatori stanno acquisendo e analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nelle aree limitrofe, alla ricerca di movimenti sospetti o veicoli compatibili con l’orario del furto.
L’amministrazione comunale ha condannato l’episodio e annunciato l’intenzione di rafforzare la videosorveglianza all’interno e all’esterno del cimitero. «Ignoti hanno asportato oggetti in rame e ottone, provocando numerosi danni. Una volta si aveva rispetto almeno per i defunti», ha dichiarato il sindaco di Agropoli, Roberto Mutalipassi, aggiungendo che nei prossimi mesi saranno predisposti ulteriori interventi per migliorare la sicurezza.
Il fatto si inserisce in una serie di furti che nelle ultime settimane ha colpito diversi comuni del Cilento, con particolare attenzione ai cimiteri, dove vengono trafugati materiali rivendibili. La comunità attende risposte e misure preventive più efficaci. Il cimitero di Agropoli non è nuovo ad episodi di furti, alcuni anni fa furono trafugati tutti i pezzi in rame per rivenderli al mercato nero.




