Furto di infissi in alluminio, stanze a soqquadro e materassi bruciati. Il proprietario presenta denuncia, comunità in allarme e chiede più controlli
Quando il proprietario è tornato per un controllo nella sua villa di Prignano Cilento, non immaginava di trovare stanze devastate, finestre smontate e materassi bruciati. Un rientro ordinario si è trasformato in uno shock che ha colpito anche la comunità locale, già provata da episodi di microcriminalità.
La villa appartiene a un sacerdote che da tempo non risiede più in zona. Dietro il cancello chiuso, la casa avrebbe dovuto rimanere integra. Invece, è apparsa come il teatro di un’irruzione violenta. Secondo una prima ricostruzione, alcuni sconosciuti sarebbero entrati al primo piano alla ricerca di contanti o oggetti di valore. Non trovando nulla di appetibile, avrebbero comunque deciso di fare “bottino”, portando via gli infissi in alluminio, smontati uno a uno dalla struttura.
Il gesto racconta non solo la ricerca di un guadagno facile, ma anche un’assenza totale di rispetto per il luogo e per chi lo abita. I responsabili avrebbero tentato anche di rimuovere alcuni termosifoni. Qualcosa, però, li avrebbe messi in fuga: un rumore improvviso o il timore di essere sorpresi. L’azione si è interrotta all’improvviso, lasciando ambienti distrutti e un quadro generale di devastazione.
Prima di andare via, i malviventi avrebbero appiccato il fuoco a diversi materassi bruciati, un atto pericolosissimo che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia se le fiamme si fossero propagate. Avrebbero inoltre provato a forzare l’accesso al livello superiore, dove si trova l’appartamento privato del sacerdote, senza però riuscire a entrare.
Il proprietario ha sporto denuncia ai carabinieri, che hanno avviato le indagini per risalire agli autori dell’irruzione. Nel frattempo, in paese restano sdegno e inquietudine. La richiesta è chiara: più controlli, più presenza sul territorio, maggiore attenzione alla sicurezza.




