La donna polacca trovata senza vita in una baracca a Santa Lucia non è stata vittima di femminicidio, l’autopsia esclude responsabilità esterne
Quando l’uomo che si prendeva cura di lei è entrato nella piccola baracca di Santa Lucia, a Cava de’ Tirreni, ha capito subito che qualcosa non andava. La donna che assisteva da anni, una 50enne di origini polacche, non respirava più. È stato lui, il 22 novembre, a trovare il corpo senza vita sul letto.
Nei giorni successivi la vicenda aveva sollevato dubbi e ipotesi, compresa quella di un possibile femminicidio. Ma l’esame autoptico ha chiarito il quadro: la donna è “deceduta per cause naturali”. Nessuna violenza. Nessun segno di aggressione.
Secondo quanto emerso, la 50enne soffriva da tempo di una grave forma di polmonite. Accanto al corpo gli inquirenti hanno trovato “due flaconi di pennicillina usata per le cure”, che la donna assumeva per tentare di contenere l’infezione.
A occuparsi di lei era rimasto solo quell’uomo che l’ha ritrovata, l’unico punto di riferimento dopo la morte del marito, avvenuta tre anni fa in un incidente stradale. Da allora aveva provato a sostenerla nella quotidianità e nelle cure.
La ricostruzione fornita dagli esami medici chiude una vicenda che aveva destato timori e domande. La morte, secondo i risultati autoptici, è riconducibile al peggioramento della malattia che l’affliggeva da tempo.




