Il Gup dichiara insussistenti tutte le accuse di truffa aggravata, chiudendo una vicenda iniziata nel 2023 con sequestri e verifiche sulle spese sociali
Quando nel 2023 partirono le verifiche sul “Progetto Rei”, il clima nei comuni del Piano di Zona S8 cambiò in fretta. Educatori, amministratori e cooperative finirono sotto la lente della Procura di Vallo della Lucania. Oggi, dopo quasi due anni di accertamenti, quella vicenda giudiziaria si chiude con un’assoluzione piena.
L’indagine era scattata su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vallo della Lucania. La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Salerno aveva dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente. Il provvedimento riguardava 15 persone tra responsabili di progetto, rappresentanti di cooperative sociali e società di promozione. Al centro, l’utilizzo delle risorse provenienti dai Fondi Strutturali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Sotto il coordinamento dell’Autorità giudiziaria, la Compagnia della Guardia di Finanza di Vallo della Lucania aveva approfondito le spese dell’Ufficio del Piano di Zona S8. L’attenzione era rivolta al “Progetto Rei” (reddito di inclusione), che prevedeva il “servizio di sostegno educativo scolastico ed extrascolastico” a favore di minori appartenenti a famiglie in condizioni di rischio sociale.
Al termine delle verifiche, la Procura aveva contestato agli indagati il reato di truffa aggravata. Secondo l’ipotesi accusatoria, le somme erogate dal Ministero per il progetto socio-assistenziale sarebbero state disperse a causa della “mala gestio” dell’Ufficio di Piano, in concorso con i rappresentanti delle cooperative assegnatarie.
Una parte delle contestazioni era già stata esclusa in sede di Riesame. Ora, il giudice dell’udienza preliminare, dott. Giuseppe Saponiero, ha chiuso definitivamente il quadro: tutte le accuse sono state ritenute insussistenti. Il Gup ha assolto gli imputati che avevano scelto il rito abbreviato e ha prosciolto coloro che avevano optato per il rito ordinario.
La decisione segna il punto finale di una vicenda che aveva sollevato dubbi, timori e attenzione pubblica, restituendo un quadro giudiziario completamente diverso da quello ipotizzato all’inizio.




