Sviluppo turistico integrato e ruoli chiave assegnati a comuni periferici generano perplessità sulla reale coerenza della DMO
Agropoli si conferma al centro della scena turistica cilentana, diventando ufficialmente il Comune capofila della nuova DMO “Cilento”. La scelta di Mutalipassi come coordinatore sfrutta la centralità geografica e la maggiore densità demografica della città, ma già la composizione della governance fa discutere.
Accanto al sindaco di Agropoli, nel ruolo di vicepresidente, c’è Marco Rizzo, sindaco di Castellabate e presidente del GAL Pesca. Completano la DMO Raffaele Mondelli, sindaco di Omignano e presidente del GAL Cilento, e Michele Apolito, sindaco di Ogliastro Cilento e presidente della Comunità Montana “Alento Monte Stella”. Una scelta che lascia perplessi: come possono comuni senza reale vocazione turistica come Omignano e Ogliastro Cilento rivestire ruoli chiave al fianco di Agropoli e Castellabate, mete consolidatamente turistiche?
La DMO, o Destination Management Organization, nasce per coordinare pubblico e privato e sviluppare il turismo in modo integrato, promuovendo nuove esperienze, itinerari, eventi e gestendo i flussi dei visitatori. L’obiettivo dichiarato è migliorare l’esperienza turistica, la reputazione del territorio e i benefici per le comunità locali, con attenzione alla sostenibilità.
Tuttavia, la presenza in ruoli decisionali di comuni che appaiono lontani dalle logiche turistiche principali solleva dubbi sull’effettiva coerenza del progetto. Alcuni osservatori sottolineano come la scelta possa avere più a che fare con dinamiche politiche locali e consensi al consiglio provinciale che con una reale strategia di sviluppo turistico.
Resta ora da vedere se la DMO Cilento riuscirà a dimostrare sul campo che il progetto è solido e in grado di far crescere davvero il turismo del territorio, o se le polemiche politiche rischiano di offuscare i primi passi di un’iniziativa che doveva essere principalmente tecnica e strategica.




