Gli ermellini contestano le motivazioni su esigenze cautelari e legami attuali con clan e “fedelissimi”, atti rinviati al Tribunale della libertà di Salerno
La Corte di Cassazione (Prima Sezione Penale) ha annullato con rinvio l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Salerno che aveva confermato gli arresti domiciliari per Franco Alfieri, ex sindaco di Capaccio Paestum ed ex presidente della Provincia di Salerno, indagato per scambio elettorale politico-mafioso in relazione alle elezioni comunali del 2019.
Secondo l’impostazione accusatoria, Alfieri avrebbe ottenuto sostegno elettorale da Roberto Squecco, indicato come presunto referente di un clan locale, in cambio di una presunta “contropartita” legata alla gestione dello stabilimento balneare “Lido Kennedy”, riconducibile ai coniugi Squecco-Nobili.
Gli ermellini, però, hanno ritenuto carente il ragionamento del Riesame soprattutto sul punto decisivo dell’attualità delle esigenze cautelari: in particolare, vengono evidenziate criticità nelle motivazioni relative a collegamenti attuali con la criminalità organizzata e alla tesi — giudicata generica — secondo cui Alfieri potrebbe condizionare l’amministrazione comunale tramite presunti “fedelissimi”.
Accolto quindi il ricorso della difesa su questo profilo, mentre altre doglianze (ad esempio sul presunto pericolo di inquinamento probatorio) risultano dichiarate inammissibili o comunque assorbite. A questo punto il fascicolo torna al Tribunale del Riesame di Salerno, chiamato a riesaminare la misura cautelare e a motivare in modo più puntuale, anche alla luce del quadro politico-amministrativo nel frattempo mutato.




