Inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere, ipotesi di favori in cambio di pressioni istituzionali, chiesto anche il divieto di dimora per due imprenditori casertani
La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto l’arresto di Giovanni Zannini, consigliere regionale della Campania, ex esponente della lista “De Luca Presidente” e attualmente in quota Forza Italia. L’esponente politico è coinvolto in un’inchiesta per corruzione e concussione che ruota attorno a presunti favori e utilità ricevute in cambio di interventi e pressioni esercitate presso la Regione Campania e un Comune del Casertano.
Nell’ambito dello stesso procedimento, i magistrati hanno richiesto il divieto di dimora per gli imprenditori Luigi e Paolo Griffo, padre e figlio di Castel Volturno, titolari della Spinosa Spa, attiva nella produzione di mozzarella di bufala campana Dop e derivati.
La decisione sulle misure cautelari sarà assunta dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere dopo l’interrogatorio preventivo degli indagati, fissato per il 4 febbraio, come previsto dalla cosiddetta Legge Nordio. L’iscrizione di Zannini nel registro degli indagati risalirebbe alla fine del 2024.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, il consigliere regionale avrebbe ricevuto utilità da imprenditori in cambio di interventi e pressioni. Tra gli episodi contestati figura il presunto coinvolgimento nei confronti di Enzo Iodice, dirigente dell’ASL ed ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere, affinché lasciasse il proprio incarico dopo aver rifiutato alcune richieste su nomine. Iodice si dimise nel settembre 2023.
Un altro filone riguarda i rapporti con Luigi e Paolo Griffo: Zannini, secondo gli inquirenti, si sarebbe impegnato a risolvere problematiche amministrative in Regione in loro favore, ottenendo in cambio una gita su uno yacht di lusso. L’indagine include inoltre un imprenditore, Alfredo Campoli, che avrebbe consegnato due scooter destinati ai figli del consigliere regionale in cambio di un intervento presso il Comune di Teano, legato a un appalto nel settore ambientale.
In precedenza, Zannini ha respinto ogni addebito, dichiarandosi totalmente estraneo ai fatti e manifestando la disponibilità a chiarire la propria posizione davanti ai magistrati. L’esponente politico sostiene di aver pagato regolarmente sia il viaggio sia gli scooter, come dimostrerebbero i relativi bonifici.




