Il presidente Romano Pesavento rilancia la segnalazione dell’attivista Christian D’Urso e sollecita chiarimenti sui tempi degli interventi annunciati dal Comune
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani interviene sulla segnalazione presentata dall’attivista per i diritti delle persone con disabilità Christian D’Urso, relativa alla mancata realizzazione di scivoli per l’abbattimento delle barriere architettoniche in Via Malagenia 23, nel territorio del Agropoli, in prossimità di una scuola primaria della località Mattine.
A prendere posizione è il presidente del CNDDU, Romano Pesavento, che richiama l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni competenti su quanto emerge dalla documentazione trasmessa. Secondo quanto segnalato, nonostante una comunicazione dell’Comune di Agropoli diffusa nell’ottobre 2025, nella quale si annunciava l’imminente installazione degli scivoli per rendere accessibili marciapiedi e attraversamenti pedonali, a gennaio 2026 almeno uno degli interventi indicati non risulterebbe completato.
Una circostanza che, se confermata, solleva interrogativi sui tempi di attuazione delle opere programmate e sulla piena rispondenza delle infrastrutture urbane alle normative vigenti in materia di accessibilità. Il Coordinamento ricorda che l’abbattimento delle barriere architettoniche non è una scelta facoltativa, ma un obbligo previsto dall’ordinamento, strettamente connesso al diritto alla mobilità, alla sicurezza e alla pari dignità delle persone, soprattutto in contesti sensibili come quelli scolastici.
Senza esprimere giudizi di merito sull’operato dell’amministrazione, il CNDDU auspica che le autorità competenti possano fornire chiarimenti puntuali sullo stato dei lavori segnalati e, qualora necessario, procedere rapidamente per garantire la piena accessibilità delle aree interessate. Al tempo stesso viene sottolineata l’importanza di una comunicazione istituzionale accurata e coerente con l’effettivo avanzamento degli interventi, elemento essenziale per mantenere un rapporto di fiducia con la cittadinanza.
In conclusione, il Coordinamento invita a una riflessione più ampia sul significato dell’inclusione, che non può ridursi a un adempimento tecnico o a un annuncio, ma deve tradursi in scelte concrete e verificabili. Una città è davvero inclusiva quando è progettata per tutti, senza eccezioni, e quando i diritti sono garantiti in modo universale, incidendo realmente sulla qualità della vita delle persone.




