Nel mirino del Comune un manufatto commerciale da oltre 340 mq e un agroresort: opere senza titolo, vincoli violati e rischio acquisizione al patrimonio comunale
CAPACCIO PAESTUM – Due ordinanze di demolizione per gravi abusi edilizi sono state emesse dal Comune di Capaccio Paestum, entrambe a carico della stessa proprietaria. I provvedimenti, adottati dall’Area V – Servizio Edilizia Privata e pubblicati sull’albo pretorio online, arrivano al termine di accertamenti tecnici e sopralluoghi congiunti effettuati dalla Polizia Municipale e dagli uffici comunali, sotto il coordinamento del maggiore Antonio Rinaldi.
Ordinanza n. 8/2026 – Gromola: manufatto commerciale abusivo in zona vincolata
La prima ordinanza riguarda un immobile in località Gromola, in zona agricola di pianura. Qui è stata accertata la realizzazione, in totale assenza di titolo edilizio, di un ampio manufatto destinato ad attività commerciale di vicinato, con aree di vendita ed esposizione, laboratori e servizi per il personale, per una superficie complessiva superiore ai 340 mq.
Le opere risultano in ampliamento rispetto a un precedente condono edilizio e insistono su un’area sottoposta a vincoli paesaggistici e sismici. Il Comune ha disposto la demolizione integrale e il ripristino dello stato dei luoghi entro 90 giorni dalla notifica.
Ordinanza n. 9/2026 – Laura: abusi in un agroresort
Il secondo provvedimento riguarda un agroresort in località Laura, dove le opere sarebbero state realizzate in difformità dal Permesso di Costruire rilasciato nel 2022 e senza le necessarie autorizzazioni paesaggistiche.
Tra gli abusi contestati figurano: veranda stabilmente chiusa adibita a sala degustazione, trasformazione e aumento delle camere, modifiche sostanziali agli spazi interni, realizzazione di terrazzi, vasca idromassaggio sulla copertura, tettoia in legno e numerose opere di sistemazione esterna non previste dal progetto assentito. Anche qui l’area è soggetta a vincoli urbanistici, paesaggistici e sismici. L’ordinanza impone il ripristino conforme al titolo autorizzativo entro 90 giorni.
Sanzioni, acquisizione e ricorsi
Entrambi i provvedimenti avvertono che, in caso di mancata ottemperanza, scatteranno l’acquisizione gratuita degli immobili al patrimonio comunale e la demolizione d’ufficio, con addebito dei costi ai responsabili. Previste inoltre sanzioni amministrative pecuniarie da 2.000 a 20.000 euro, oltre alle eventuali conseguenze penali già avviate.
È ammesso ricorso al TAR o ricorso straordinario al Presidente della Repubblica nei termini di legge.




