La “Cavalluccio Marino” ricorre contro il Comune: sotto accusa gli atti di Giunta sulle concessioni demaniali. Rischio stop e danni economici
Arrivano i primi mal di pancia per il Comune di Agropoli sul fronte della gestione del porto.
Una delle società che gestisce uno dei pontili ha infatti impugnato alcuni provvedimenti della Giunta comunale, aprendo ufficialmente il fronte giudiziario.
La società Cavalluccio Marino ha notificato un ricorso dinanzi al TAR Campania, chiedendo l’annullamento di una serie di atti adottati dal Comune di Agropoli in materia di concessioni demaniali marittime con finalità di ormeggio per la nautica da diporto.
Gli atti impugnati
Nel dettaglio, il ricorso riguarda:
- la Delibera di Giunta Comunale n. 505 del 30 ottobre 2025, avente ad oggetto l’atto di indirizzo sulle concessioni demaniali marittime del porto;
- l’avviso pubblico prot. n. 40000 dell’1 dicembre 2025, relativo alle richieste di concessioni demaniali marittime con finalità di ormeggio ex art. 18 del Regolamento del Codice della Navigazione;
- la Delibera di Giunta Comunale n. 545 del 28 novembre 2025, concernente le concessioni demaniali marittime per ormeggio e altri servizi portuali;
- l’eventuale avviso di procedura comparativa, ove adottato;
- tutti gli atti presupposti, collegati, connessi e consequenziali.
Il nodo giuridico: il Codice dei Contratti
Secondo la società ricorrente, uno degli elementi più critici sarebbe il richiamo al Codice dei Contratti pubblici operato dal Comune negli atti di Giunta.
In particolare, viene contestato il riferimento all’articolo 17, comma 1, lettera d) del Codice dei Contratti e alle Linee guida ANAC n. 12, laddove si richiama il principio dell’“equa ripartizione degli incarichi” per evitare il consolidarsi di rapporti esclusivi con alcuni operatori.
Per la società, tale impostazione sarebbe giuridicamente impropria se applicata alle concessioni demaniali marittime, con il rischio di alterare il corretto inquadramento normativo della procedura.
Rischio blocco e danno economico
Nel ricorso si evidenzia come l’applicazione di criteri tipici degli appalti pubblici a un ambito diverso, quale quello delle concessioni demaniali, potrebbe determinare un blocco dell’intero sistema portuale, con conseguenze gravi e potenzialmente irreparabili.
La società lamenta un danno economico immediato, legato all’incertezza gestionale e alla possibile sospensione delle attività, chiedendo al TAR l’annullamento degli atti comunali contestati.
Scenario aperto
Il ricorso apre ora una fase delicata per l’amministrazione comunale, in un settore strategico come quello del porto di Agropoli.
La decisione del TAR potrebbe incidere in modo significativo sull’assetto delle concessioni e sulla gestione complessiva della nautica da diporto cittadina.
Dalle pagine di Cilento Post, attraverso una serie di articoli dedicati, abbiamo cercato di chiarire un principio fondamentale: le regole dovrebbero essere certe, trasparenti e definite sin dall’inizio.
Dopo oltre 200 richieste di concessione per il porto di Agropoli e alla luce della confusione che ha caratterizzato questo inverno, i problemi per il Comune rischiano di essere solo all’inizio, intanto arriva l’ennesimo incarico ad un legale che costerà alle casse comunali poco più di 6mila euro.




