Dopo le mareggiate, il gruppo “Ascea in testa” deposita una mozione: commissione permanente, tavolo tecnico e chiarezza su P.A.D. e P.U.C.
Ad Ascea l’emergenza erosione costiera torna al centro del dibattito politico. Le ultime mareggiate hanno aggravato una situazione già compromessa, con danni al lungomare e all’arenile che riaccendono i riflettori sulla fragilità del sistema costiero e sull’assenza di una strategia organica di tutela.
Il gruppo consiliare “Ascea in testa”, composto dai consiglieri Pasquale D’Angiolillo, Luca Di Genio e Silvia Chirico, ha depositato una mozione che sarà discussa in Consiglio comunale. L’obiettivo è riportare il tema dentro una cornice di programmazione, trasparenza e responsabilità pubblica, rafforzando il ruolo dell’assise nell’attività di indirizzo, controllo e pianificazione strategica sul governo del litorale.
Interventi senza soluzione strutturale
Secondo i consiglieri, negli anni scorsi sono stati realizzati interventi di difesa costiera con ingenti risorse pubbliche, senza però giungere a una soluzione definitiva. In alcuni tratti, sostengono, la situazione sarebbe addirittura peggiorata, con perdita progressiva di spiaggia e alterazioni dell’equilibrio meteomarino, con ricadute sulla sicurezza, sull’ambiente e sull’economia turistica.
Da oltre un anno il gruppo segnala formalmente l’urgenza di misure di protezione civile e prevenzione del rischio costiero, ma senza che ciò si sia tradotto in una strategia coordinata. Nel frattempo, lungo il litorale si sarebbero susseguiti interventi frammentari, come posa di blocchi in cemento, scavi e modifiche della morfologia della spiaggia, ritenuti privi di una regia pubblica unitaria.
Rischio elevato (R3) e nodi pianificatori
La mozione richiama il quadro sovraordinato: l’intero litorale comunale è classificato dal Piano Stralcio per l’Erosione Costiera dell’Autorità di Bacino come area a rischio elevato (R3). Parallelamente sono in corso o in fase di avvio strumenti fondamentali come l’aggiornamento del P.A.D. – Piano delle Aree Demaniali Marittime (piano spiaggia) e la formazione del P.U.C. – Piano Urbanistico Comunale.
Per “Ascea in testa” questi strumenti non possono procedere come percorsi paralleli o meramente formali, ma devono assumere il rischio erosione come dato strutturale di partenza, incidendo su concessioni demaniali, servizi turistici e assetto urbanistico complessivo.
La mancanza di indirizzo pubblico e coordinamento, secondo il gruppo, esporrebbe:
- il territorio a ulteriori aggravamenti del fenomeno erosivo attraverso alterazioni non governate delle correnti meteomarine;
- gli operatori economici a rischi giuridici, qualora gli interventi non siano supportati da titoli validi ed efficaci;
- l’Amministrazione a responsabilità connesse alla pianificazione e alla sicurezza del territorio.
Le richieste al sindaco
Con la mozione i consiglieri chiedono al sindaco di riferire in Consiglio sulle iniziative già assunte o programmate contro l’erosione, di fornire una valutazione sull’efficacia degli interventi realizzati negli anni, di rendere noti eventuali progetti provinciali di difesa costiera e di chiarire lo stato dell’aggiornamento del P.A.D., mai discusso in Consiglio nelle sue linee guida.
Elemento centrale della proposta è l’istituzione di una Commissione consiliare permanente sulla tutela, promozione e valorizzazione del sistema costiero, affiancata da un tavolo tecnico con esperti del settore per analizzare scientificamente gli interventi esistenti e individuare soluzioni sostenibili e di lungo periodo.
«L’erosione costiera – conclude il gruppo – non può essere affrontata con interventi episodici. Serve una visione, una regia pubblica forte e un coinvolgimento pieno del Consiglio comunale, per tutelare territorio, economia locale e sicurezza dei cittadini».




