Castelnuovo Cilento, Cerbone, Cianfaro e Carleo denunciano lo stop al servizio. Il Terzo Polo: “C’è ancora margine tecnico per ripristinarlo”
Si accende il confronto politico a Castelnuovo Cilento dopo l’abolizione del Banco alimentare. A sollevare il caso sono stati i consiglieri comunali di minoranza Anna Cerbone, Cataldo Cianfaro e Carmine Carleo, che parlano di decisione «grave e inaccettabile» e di uno smantellamento della solidarietà.
Secondo i tre esponenti dell’opposizione, il Banco alimentare ha rappresentato per anni un aiuto reale, dignitoso e necessario per tante famiglie alle prese con bollette, affitti e spese quotidiane sempre più difficili da sostenere. «Non era un semplice servizio – sottolineano – ma una conquista sociale, un gesto di civiltà e una risposta concreta ai bisogni di chi vive situazioni di fragilità».
Per la minoranza, eliminare questo presidio significa ignorare una realtà segnata dall’aumento del costo della vita e dalla crescita delle difficoltà economiche. «Un’Amministrazione si giudica dalle scelte che compie verso chi ha meno – affermano – e oggi si va nella direzione opposta». Da qui la richiesta di un immediato ripristino del servizio e l’invito all’esecutivo ad assumersi pubblicamente la responsabilità delle conseguenze sociali che potrebbero derivarne.
Alle critiche si unisce anche il movimento Terzo Polo, che dichiara di aver appreso la notizia dalla minoranza consiliare e di essere rimasto «sinceramente basito». «Prima ancora che politicamente contrari – spiegano – siamo profondamente stupiti. Il Banco alimentare non era una bandiera politica, ma un presidio di solidarietà e un segnale di attenzione verso chi fa fatica».
Il movimento evidenzia come, quando si interviene su misure destinate alle fasce più fragili, servano prudenza, responsabilità e una visione sociale chiara. «Stigmatizziamo questa decisione – aggiungono – ma oltre all’indignazione serve una proposta».
E la proposta guarda al bilancio comunale. «Siamo nel periodo di approvazione del documento contabile e il Comune non ha ancora provveduto. Esiste quindi uno spazio tecnico e politico per intervenire», sottolinea il Terzo Polo, invitando la minoranza a presentare un emendamento che consenta il ripristino del servizio o l’istituzione di un fondo dedicato al sostegno alimentare.
Il tema, dunque, si sposta ora in aula e sui numeri del bilancio. «Se le priorità sono davvero i cittadini – concludono – questo è il momento di dimostrarlo».




