Dal rogo del 7 dicembre 2025 al dibattito in Consiglio comunale: interrogazioni, mozioni e verifiche sul patrimonio pubblico. Al 27 febbraio nessuna individuazione di responsabilità
Il 7 dicembre 2025 segna uno spartiacque per la città di Agropoli. Un incendio colpisce la copertura del Palazzetto dello Sport “Andrea Di Concilio”, struttura simbolo dell’attività sportiva cittadina. Le fiamme interessano l’area sovrastata dai moduli fotovoltaici e parte delle componenti strutturali sottostanti. L’intervento tempestivo dei soccorsi evita conseguenze più gravi, ma l’impianto viene immediatamente reso non fruibile e si rende necessario avviare verifiche tecniche approfondite.
Sin dalle prime ore successive al rogo emergono interrogativi non solo sulle cause dell’evento, ma sul quadro complessivo delle autorizzazioni e degli adempimenti legati alla prevenzione incendi. La vicenda del Palazzetto diventa così il punto di partenza per una riflessione più ampia sullo stato di sicurezza degli immobili comunali.
A metà dicembre il consigliere comunale Raffaele Pesce, esponente del movimento civico Liberi e Forti, formalizza un’interrogazione indirizzata al Sindaco e agli uffici competenti. La richiesta va oltre l’episodio specifico: chiede chiarezza sul possesso e sulla validità dei Certificati di Prevenzione Incendi (CPI) e delle SCIA per scuole, impianti sportivi, uffici e locali di pubblico spettacolo. L’obiettivo è ottenere una fotografia completa della situazione e una relazione da discutere in Consiglio comunale.
Dalle verifiche avviate emerge un quadro complesso. Il PalaDiConcilio, dopo l’incendio, dovrà richiedere un nuovo Certificato di Prevenzione Incendi prima di poter tornare pienamente operativo. Il Cineatro “Eduardo De Filippo” risulta con certificazione scaduta dal 2020, con attivazione della procedura per la regolarizzazione solo a fine dicembre 2025. Gli impianti sportivi comunali sono classificati in diverse categorie di rischio: per alcuni è in corso la predisposizione della documentazione antincendio, per altri si rende necessario avviare o completare l’iter amministrativo. Questa è la foto cristallizza dopo l’incendio del Palazzetto e probabilmente il comune ha avviato l’iter per mettere in sicurezza i diversi impianti.
Per quanto riguarda gli edifici scolastici, la situazione si inserisce nel solco della normativa nazionale che ha prorogato al 31 dicembre 2027 il termine per l’adeguamento definitivo alle disposizioni antincendio. Una proroga che consente agli enti locali di completare gli interventi, ma che allo stesso tempo evidenzia una condizione di adeguamento non ancora conclusa.
Il 29 dicembre 2025 la questione arriva in Consiglio comunale. Durante la discussione dell’interrogazione, il Sindaco comunica di aver richiesto una ricognizione complessiva sullo stato manutentivo e di sicurezza di tutti gli immobili comunali. Viene annunciato che nel bilancio di previsione 2026 saranno stanziate risorse per migliorare i livelli di sicurezza e che nei primi mesi dell’anno sarà convocata una commissione dedicata ad approfondire la situazione.
Parallelamente, lo stesso Raffaele Pesce presenta una mozione sulla gestione del patrimonio immobiliare comunale, con l’intento di avviare un monitoraggio puntuale e sistematico delle condizioni strutturali e autorizzative degli edifici pubblici. La mozione viene ritirata per consentire ulteriori approfondimenti tecnici, con l’impegno a riportare in aula un quadro aggiornato.
Gennaio e febbraio scorrono nel segno delle verifiche annunciate e degli impegni programmatici. Tuttavia, al 27 febbraio 2026, a quasi tre mesi dall’incendio, non risulta ancora individuato un responsabile in relazione ai fatti che hanno coinvolto il PalaDiConcilio.
La vicenda si colloca oggi su due livelli distinti ma intrecciati. Da un lato c’è la necessità tecnica di ripristinare le condizioni di sicurezza e completare gli adempimenti amministrativi per consentire la riapertura dell’impianto. Dall’altro c’è il tema, più delicato, della responsabilità gestionale: chi doveva vigilare sul rispetto degli obblighi normativi e sull’aggiornamento delle certificazioni?
Il caso del Palazzetto ha finito per accendere i riflettori sull’intero patrimonio pubblico di Agropoli. Non più solo un episodio circoscritto, ma un’occasione per ridefinire procedure, controlli e programmazione degli interventi.
A tre mesi dall’incendio, la città attende non solo il ritorno alla piena operatività della struttura sportiva, lavori che come ha promesso l’amministrazione sono iniziati testimoniati dalle foto, ma Agropoli aspetta anche un passaggio di chiarezza definitiva sulla catena delle responsabilità. Perché la sicurezza degli immobili pubblici non è soltanto un adempimento burocratico, ma una garanzia per studenti, atleti, famiglie e operatori che quotidianamente vivono quegli spazi.
