Da Baronissi e Fisciano fino a Monfalcone per raggirare una coppia di coniugi con la tecnica del falso carabiniere. La prontezza delle vittime fa scattare l’intervento dei militari
Partiti dal Salernitano e diretti in Friuli Venezia Giulia con un piano preciso: raggirare una coppia di anziani e impossessarsi dei loro gioielli. È quanto contestato a due 34enni residenti a Baronissi e Fisciano, identificati con le iniziali A.S. e R.C., che dovranno comparire davanti al giudice con le accuse di tentata truffa aggravata e sostituzione di persona.
Secondo la ricostruzione della Procura di Gorizia, che ha disposto il giudizio immediato per i due imputati, il piano sarebbe stato preparato con cura. I presunti truffatori avrebbero consultato le Pagine Bianche per individuare possibili vittime nella città di Monfalcone, selezionando infine una coppia di anziani.
A quel punto è scattata la messa in scena telefonica. Fingendosi appartenenti all’Arma dei Carabinieri, i malviventi avrebbero contattato i coniugi raccontando che un’auto intestata al padrone di casa sarebbe stata coinvolta in una rapina avvenuta a Trieste. Per chiarire la situazione, secondo il racconto fornito al telefono, un perito dell’Arma si sarebbe recato presso la loro abitazione per verificare se i gioielli posseduti fossero parte della refurtiva.
Il piano, però, si è interrotto grazie alla lucidità delle vittime. Insospettiti dalla telefonata, i coniugi hanno immediatamente contattato i veri Carabinieri, facendo scattare il controllo.
Mentre uno dei presunti complici attendeva all’esterno a bordo di una Nissan presa a noleggio, l’altro si sarebbe presentato alla porta fingendosi il perito incaricato di controllare i preziosi. Ad attenderlo, però, oltre agli anziani, c’erano anche i militari dell’Arma pronti a intervenire.
Per uno dei due imputati, A.S., non si tratterebbe della prima vicenda simile. Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo risulterebbe già coinvolto in un episodio analogo avvenuto lo scorso 12 settembre in Campania, quando una coppia sarebbe stata raggirata con la stessa tecnica.
Gli investigatori ritengono inoltre che nel piano possano essere coinvolti altri complici, in particolare coloro che avrebbero effettuato le telefonate. Al momento, però, la loro identità non è stata ancora accertata.
Con il giudizio immediato disposto dalla Procura di Gorizia si apre ora la fase processuale per i due 34enni salernitani, mentre le indagini proseguono per individuare eventuali altri componenti della presunta rete di truffatori.


