Sentenza del Tribunale di Salerno: cinque mesi e dieci giorni di reclusione (pena sospesa) per chirurgo e anestesista. La denuncia era partita dall’avvocato Giuseppe Pece, poi deceduto
Condanna per due medici coinvolti in una vicenda giudiziaria nata dalla denuncia dell’avvocato salernitano Giuseppe Pece, scomparso successivamente a causa di un tumore che, secondo l’accusa, non gli sarebbe stato comunicato dopo un intervento chirurgico considerato di routine.
Il giudice della terza sezione penale del Tribunale di Salerno, Rosario Maria Celotto, ha condannato il chirurgo Gabriele G. e l’anestesista Antonio G., all’epoca dei fatti in servizio presso la clinica Tortorella di Salerno, a cinque mesi e dieci giorni di reclusione, con pena sospesa.
Oltre alla condanna penale, il tribunale ha disposto il pagamento di una provvisionale di 20mila euro in favore delle parti civili. I due medici sono stati ritenuti colpevoli di lesioni in concorso.
La decisione del giudice, pur risultando leggermente più lieve rispetto alla richiesta avanzata dall’accusa – che aveva chiesto otto mesi di reclusione – conferma l’impianto accusatorio sostenuto dal pubblico ministero Maria Chiara Minerva e rappresentato in aula dal sostituto Giuseppe Cacciapuoti.
Al centro del procedimento giudiziario non vi è l’esito dell’intervento chirurgico al quale l’avvocato Pece era stato sottoposto, ma la presunta omissione da parte dei medici nel comunicare al paziente la presenza di un tumore ai polmoni, emersa durante le valutazioni cliniche.
Secondo l’accusa, proprio questa mancata informazione avrebbe impedito al paziente di affrontare tempestivamente il percorso diagnostico e terapeutico legato alla patologia, successivamente scoperta alcuni mesi dopo.
Il procedimento è stato portato avanti dai familiari dell’avvocato salernitano, che hanno proseguito l’azione legale dopo la sua scomparsa.


