Sabato 14 marzo incontro al centro sociale “Cupola” per discutere del passaggio della gestione dell’acqua al Consac. Invitati sindaco, amministratori e rappresentanti istituzionali
A Buonabitacolo prende forma il Comitato civico “No Consac”, nato per contestare la decisione dell’amministrazione comunale di cedere la gestione del servizio idrico al consorzio Consac. Il gruppo ha convocato per sabato 14 marzo, alle ore 18, un’assemblea pubblica presso il centro sociale “Cupola”, con l’obiettivo di informare i cittadini e aprire un confronto sul futuro dell’acqua nel territorio.
La scelta del sindaco Giancarlo Guercio di trasferire il servizio idrico comunale al Consac sta alimentando in queste ore un vivace dibattito nella comunità locale, con una parte della popolazione che esprime contrarietà al passaggio della gestione a una società per azioni.
Al centro delle critiche del comitato vi è soprattutto il metodo con cui si sarebbe arrivati alla decisione. Secondo i promotori, infatti, non ci sarebbe stata un’adeguata informazione alla cittadinanza né la convocazione di un consiglio comunale dedicato alla questione, come invece accaduto in altri comuni che hanno espresso la propria posizione sul trasferimento del servizio idrico al Consac.
«Il comitato civico “No Consac” nasce proprio con questo scopo: portare alla luce una vicenda dai contorni a dir poco opachi, segnata dall’assenza totale di trasparenza da parte dell’amministrazione comunale e di chi la guida. Come cittadini e utenti pretendiamo di vedere carte e atti», spiegano i promotori dell’iniziativa.
All’assemblea pubblica sono stati invitati il sindaco e gli amministratori comunali di Buonabitacolo, oltre ai sindaci di Sanza, Vittorio Esposito, e di Montesano sulla Marcellana, Giuseppe Rinaldi, i cui comuni si sono già espressi contro la cessione del servizio idrico al Consac.
L’invito al confronto è stato esteso anche al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che in più occasioni ha richiamato l’attenzione sul tema della gestione dell’acqua, evidenziando l’importanza che il servizio resti affidato a operatori pubblici.


