Mentre si parla di stabilizzare i lavoratori della partecipata, spunta una short list di 30 nuovi ingressi a tempo determinato. Il consigliere Pesce attacca: “Municipio o ufficio di collocamento preelettorale?”
Ad Agropoli torna al centro del dibattito politico la gestione del personale all’interno della partecipata Agropoli Cilento Servizi. Se da un lato l’azienda sarebbe intenzionata a procedere con la stabilizzazione dei lavoratori già impiegati, dall’altro è pronta una short list di circa 30 persone da inserire con contratti a tempo determinato.
Una scelta che ha immediatamente acceso il confronto politico in città. In sostanza, mentre si procede verso la stabilizzazione di parte del personale già presente nella partecipata, si prepara contemporaneamente l’ingresso di una nuova platea di lavoratori precari.
A sollevare il tema in modo diretto è stato il consigliere comunale Raffaele Pesce, che in un post sui social ha lanciato una domanda destinata a far discutere:
“Municipio o ufficio di collocamento preelettorale?”
Un interrogativo che arriva in una fase politicamente delicata, considerando che tra circa un anno Agropoli sarà chiamata al voto per le elezioni amministrative. Proprio per questo, secondo alcuni osservatori politici locali, la strategia apparirebbe piuttosto chiara.
A destare interrogativi è anche la posizione del gruppo “Agropoli Oltre”. Il coordinatore esterno del gruppo consiliare è infatti l’avvocato Barone, componente del CdA della partecipata, che avrebbe avallato la creazione della lista dei nuovi lavoratori precari parallelamente al percorso di stabilizzazione del personale già in servizio.
Da qui la domanda politica che circola negli ambienti cittadini: se la politica è fatta anche di accordi, quale sarebbe l’intesa tra il gruppo “Agropoli Oltre” e la maggioranza che sostiene – forse ancora per poco – il sindaco Roberto Mutalipassi?
Una questione che potrebbe diventare uno dei temi centrali del confronto politico nei prossimi mesi.


