Tra discariche abusive e incuria, il litorale di Campolongo nel territorio di Eboli torna sotto accusa: cittadini esasperati chiedono interventi concreti per tutelare ambiente e turismo
C’è un tratto di costa che dovrebbe raccontare il meglio del territorio della Piana del Sele: il mare, la pineta, la natura che si apre verso l’orizzonte. Eppure a Campolongo, nel comune di Eboli, l’immagine che si presenta agli occhi di residenti e visitatori è ben diversa.
Rifiuti abbandonati, materiali di scarto, ingombranti e sacchi lasciati ai margini delle strade o tra la vegetazione a pochi passi dalla spiaggia. Una scena che, ancora una volta, riporta al centro dell’attenzione il problema delle discariche abusive lungo il litorale.
Quella che dovrebbe essere una delle zone più suggestive della costa si trasforma così in una vera e propria discarica a cielo aperto “vista mare”. Un paradosso che i residenti denunciano da anni e che continua a ripetersi senza soluzioni definitive.
La rabbia tra i cittadini cresce. Non si tratta infatti di un episodio isolato, ma di una situazione che si ripresenta ciclicamente: qualcuno abbandona rifiuti e qualcun altro, troppo spesso, finisce per voltarsi dall’altra parte.
Proprio l’espressione “discarica vista mare” è diventata ormai il simbolo amaro di questa condizione. Un’immagine che racconta meglio di qualsiasi slogan lo stato di abbandono che colpisce uno dei tratti più delicati e preziosi della costa.
Eppure questo angolo della Piana del Sele potrebbe rappresentare una risorsa importante per il territorio, tra turismo, ambiente e valorizzazione del paesaggio. Al contrario, si continua a parlare di emergenze, segnalazioni e interventi di bonifica.
La domanda che molti cittadini si pongono resta la stessa: quanto ancora dovrà durare tutto questo?
Perché il mare non può diventare lo sfondo del degrado. E un territorio che tollera l’abbandono dei rifiuti rischia, lentamente, di abbandonare anche sé stesso.


