Nuove indagini archeologiche nell’area dell’ex tabacchificio ATI Alfani: tombe databili tra IV e III secolo a.C. raccontano la vita dell’antico centro etrusco-campano
Prosegue senza sosta l’attività di tutela archeologica della Soprintendenza nel territorio di Pontecagnano Faiano, in provincia di Salerno. Le ricerche, avviate già dagli anni Sessanta del secolo scorso, hanno permesso nel tempo di ampliare le conoscenze sull’antico centro etrusco-campano, documentandone le diverse fasi di vita che si susseguono dagli inizi del IX secolo a.C. fino all’età romana.
Attualmente sono in corso nel territorio comunale diverse indagini archeologiche preventive legate alla realizzazione di opere pubbliche e a interventi di edilizia privata.
In particolare, nell’area un tempo occupata dal tabacchificio ATI Alfani è stato completamente indagato un ulteriore tratto della necropoli meridionale. L’attività di scavo ha portato alla luce 34 sepolture databili tra il IV e il III secolo a.C., tra cui ben 15 appartenenti a neonati e bambini di età compresa tra i 2 e i 10 anni.
La necropoli risulta organizzata in nuclei familiari. Le tombe sono per la maggior parte del tipo a fossa terragna con copertura in tegole a doppio spiovente, mentre alcune presentano strutture più elaborate: due sepolture con cassa di travertino e una con cassa di tufo.
I corredi rinvenuti sono tipicamente sannitici. Nelle sepolture maschili compaiono armi, come punte di lancia o giavellotto, mentre nelle tombe femminili sono presenti monili tra cui anelli e fibule. Un elemento particolarmente interessante riguarda i cinturoni in bronzo, generalmente distintivi delle sepolture di adulti maschi, rinvenuti invece in due tombe appartenenti a bambini tra i 5 e i 10 anni.
Il vasellame funerario, quando presente, è composto da uno o due oggetti legati al banchetto rituale – come patere, skyphoi e coppette – oltre a piccoli recipienti per unguenti, le cosiddette lekythoi.
I risultati complessivi delle ricerche in corso nel territorio di Pontecagnano Faiano, per motivi legati alla salvaguardia del patrimonio archeologico, saranno resi pubblici solo al termine delle attività di indagine. Contestualmente verranno avviate iniziative di valorizzazione con l’obiettivo di restituire alla comunità la piena fruizione dei reperti e delle scoperte archeologiche.


