Respinto il ricorso dell’istituto di credito coinvolto nel caso denunciato dal sindaco Angelo Vassallo: la Corte ribadisce la responsabilità delle banche nel servizio di tesoreria pubblica
La Corte di Cassazione ha sancito in via definitiva la piena giurisdizione della Corte dei Conti anche nei confronti degli istituti bancari che svolgono il servizio di tesoreria per gli enti pubblici. Con questa decisione è stato dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla banca coinvolta nella vicenda, confermando così la condanna al risarcimento di oltre 1,5 milioni di euro in favore della Provincia di Salerno.
Il caso è quello delle cosiddette “strade fantasma”, denunciato dal compianto sindaco di Pollica Angelo Vassallo. Al centro della vicenda la strada che avrebbe dovuto collegare Casal Velino con Celso, frazione di Pollica: un’opera avviata ma mai completata.
Secondo quanto accertato nei precedenti gradi di giudizio, due funzionari della Provincia di Salerno avevano predisposto mandati di pagamento per crediti inesistenti, favorendo l’erogazione indebita di fondi pubblici a favore di una ditta individuale priva di titolo.
I dipendenti dell’istituto di credito incaricato del servizio di tesoreria provinciale avevano proceduto alla quietanzazione dei mandati di pagamento, rendendo così possibile l’effettivo trasferimento delle somme a terzi.
La Corte dei Conti aveva individuato un rapporto di servizio diretto tra la banca e l’ente pubblico, ritenendo l’istituto responsabile in solido con i funzionari per il danno patrimoniale subito dalla Provincia.
Con la decisione della Cassazione viene dunque ribadito un principio chiave: anche le banche incaricate di gestire la tesoreria degli enti pubblici possono essere chiamate a rispondere dei danni derivanti da irregolarità nei pagamenti. Una pronuncia che rafforza la tutela delle casse degli enti locali e il ruolo di controllo degli intermediari finanziari nelle operazioni di tesoreria.


