Dopo la morte di Michele Pirozzi e Maria Magliocco emergono nuovi interrogativi sulla protezione in ferro lungo il tratto di Ripe Rosse. Indagini aperte anche sul conducente del furgone.
Si concentrano anche sulle condizioni della protezione laterale in ferro lungo la carreggiata gli interrogativi che seguono la tragedia avvenuta nella notte tra venerdì e sabato a Montecorice, in località Ripe Rosse, dove hanno perso la vita Michele Pirozzi, 29 anni, e la fidanzata Maria Magliocco, 24 anni.
A sollevare dubbi e domande sono le famiglie delle due vittime, attraverso l’avvocato Mondelli, ma anche il sindaco di Montecorice Flavio Meola. Al centro dell’attenzione c’è il tratto di strada sul quale si è verificato il drammatico incidente e, in particolare, la protezione in ferro che non avrebbe retto all’urto dell’auto su cui viaggiavano i due giovani.
Secondo quanto ricostruito finora, la vettura della coppia, dopo l’impatto con un furgone, ha sfondato la barriera laterale ed è precipitata in una scarpata a picco sul mare per circa 200 metri. Un volo che non ha lasciato scampo ai due ragazzi, sbalzati fuori dall’abitacolo.
Il conducente del furgone, un pasticciere 42enne del posto che stava rientrando dal lavoro, è risultato positivo al test antidroga. L’uomo ha riportato ferite lievi e la sua posizione è adesso al vaglio dell’autorità giudiziaria.
Nelle ore successive all’incidente sono emersi anche altri elementi sulla serata della coppia. Michele Pirozzi e Maria Magliocco, residenti a Capaccio Scalo, poco prima dello schianto si sarebbero recati alla guardia medica della zona dove, per motivi ancora da chiarire, sarebbe nata una discussione con il medico di turno. Il sanitario avrebbe quindi richiesto l’intervento dei carabinieri, ma i due giovani si sarebbero allontanati in auto prima dell’arrivo dei militari.
In precedenza la coppia era stata ad Agnone Cilento, frazione di Montecorice, dove vive la madre della ragazza. I due stavano rientrando verso Capaccio Paestum ma, secondo una prima ricostruzione, avrebbero invertito la marcia tornando nuovamente verso Agnone, forse per recuperare qualcosa dimenticato.
La vicenda ha profondamente colpito le comunità di Capaccio Paestum, Montecorice e Pisciotta, dove Michele e Maria erano molto conosciuti. Michele Pirozzi lavorava nell’azienda agricola di famiglia, impegnata nel trasporto di balle di fieno per gli allevamenti della zona. Maria Magliocco, originaria di Pisciotta, aveva lavorato fino a una decina di giorni fa in un bar di Capaccio.
Ora l’attenzione resta puntata sugli accertamenti in corso, chiamati a chiarire l’esatta dinamica dell’incidente, le eventuali responsabilità e anche le condizioni di sicurezza di quel tratto di strada.


