Il consigliere di opposizione Raffaele Pesce propone una revisione della viabilità nel cuore cittadino: accessi regolati, soste rapide e parcheggi di corona per sostenere le attività commerciali
AGROPOLI. Una ZTL dinamica per rilanciare il commercio nel centro cittadino senza rinunciare alla vivibilità urbana. È questa la proposta politica lanciata dal consigliere di opposizione Raffaele Pesce, che accende il dibattito sul futuro del cuore commerciale di Agropoli.
Nel suo intervento, Pesce parte da una riflessione netta sulla situazione attuale del centro, sottolineando come chi vive e lavora quotidianamente in quest’area conosca bene le difficoltà che gravano sulle attività commerciali. Da qui l’invito rivolto all’amministrazione ad interrogarsi sul modello urbano adottato negli ultimi decenni e a costruire una proposta concreta da discutere con esercenti e cittadini.
Secondo il consigliere, l’asse composto da via Piave, piazza Vittorio Veneto, Corso Garibaldi e via Mazzini nacque circa trent’anni fa come luogo naturale di ritrovo e passeggio, in un contesto urbano profondamente diverso da quello attuale. All’epoca, la pedonalizzazione e la limitazione del traffico rispondevano ad un modello coerente con una città compatta, con commercio di prossimità e con una concorrenza periferica ancora limitata.
Oggi, però, lo scenario sarebbe radicalmente cambiato. Agropoli, osserva Pesce, è cresciuta sul piano demografico, ha superato stabilmente i 30mila residenti e ha visto aumentare il numero delle famiglie, con nuclei mediamente più piccoli. Una trasformazione che ha inciso anche sulle abitudini di consumo, sempre più orientate verso acquisti rapidi, facilità di accesso e disponibilità di parcheggi immediati.
A ciò si aggiunge il consolidamento di nuovi bacini commerciali nell’area urbana e periurbana, capaci di offrire spazi più ampi, accesso diretto in auto e una maggiore varietà merceologica. Una concorrenza che, secondo il consigliere, mette in difficoltà il centro cittadino, caratterizzato da locali di piccola metratura e da una accessibilità più complessa.
Pesce evidenzia inoltre come negli ultimi 15-20 anni i consumatori abbiano modificato profondamente le loro abitudini, privilegiando superfici medio-grandi, ricorrendo sempre più spesso all’e-commerce e attribuendo al parcheggio un ruolo decisivo nella scelta del luogo in cui acquistare. In questo quadro, il centro di Agropoli rischia di trasformarsi sempre di più in un polo serale e turistico, con una forte presenza di ristorazione e servizi, ma con una minore incidenza del commercio tradizionale nelle ore diurne.
Da qui il nodo centrale della proposta. La pedonalizzazione totale di Corso Garibaldi e le attuali limitazioni su via Mazzini, secondo Pesce, hanno certamente migliorato la qualità urbana e la fruibilità degli spazi pubblici, ma fuori stagione e durante il giorno la rigidità del sistema potrebbe penalizzare la cosiddetta “commissione rapida”, vale a dire quegli acquisti veloci e mirati che rappresentano una parte importante della vita commerciale quotidiana.
Per il consigliere, la questione non è cancellare la pedonalità, ma aggiornare il modello. La soluzione indicata è quella di una ZTL dinamica, capace di coniugare sicurezza, vivibilità e accessibilità. Tra le ipotesi avanzate figurano una riapertura controllata al traffico in fasce orarie mirate, una velocità fortemente ridotta con priorità assoluta ai pedoni, soste brevissime e regolamentate per commissioni rapide e un potenziamento dei parcheggi di corona ad alta rotazione.
Un modello ibrido, secondo Pesce, potrebbe riportare nel centro la domanda diurna senza snaturarne la qualità urbana. Ma ogni decisione, avverte, dovrebbe essere accompagnata da una fase sperimentale, basata su indicatori oggettivi come i flussi pedonali e veicolari, il tasso di rotazione dei parcheggi, l’andamento dei fatturati campione e la percezione di commercianti e cittadini.
Il centro di Agropoli, conclude il consigliere di opposizione, non soffrirebbe per una mancanza di attrattività, ma per il mutamento del contesto competitivo. Per questo, aggiornare la regolazione della mobilità significherebbe adeguare uno strumento nato trent’anni fa ad una realtà urbana profondamente cambiata, con l’obiettivo di far crescere città, commercio e vivibilità in modo omogeneo.


