Dopo la nota di “Agropoli Oltre Agropoli”, il sindaco Mutalipassi tira dritto sulle nomine: aumentano i costi e cresce il malumore. Il voto sul bilancio diventa il vero banco di prova politico
Altro che chiarimenti interni. Nei giorni scorsi il gruppo di maggioranza “Agropoli Oltre Agropoli” aveva diffuso una nota stampa chiedendo un confronto sulla riorganizzazione dei servizi comunali, lasciando intendere la necessità di evitare nuovi assetti che potessero incidere ulteriormente sulla spesa dell’ente.
La risposta del sindaco di Agropoli Roberto Mutalipassi è arrivata però in tutt’altra direzione. Nel tardo pomeriggio di ieri è stato pubblicato il decreto con cui vengono nominati due ulteriori funzionari e istituite due nuove aree organizzative, Suap e Politiche sociali, con un aumento di spesa che si aggira intorno ai 153mila euro di indennità.
Una scelta che, al di là delle motivazioni tecniche, ha il sapore di una vera e propria prova di forza politica, soprattutto perché arriva pochi giorni dopo la presa di posizione del gruppo che fa capo ad Agropoli Oltre, al cui interno figurano Franco Di Biasi, Umberto Serra e Gennaro Russo, con il sostegno di Francesco Barone e di un noto imprenditore locale.
Il malcontento, secondo indiscrezioni sempre più insistenti, non sarebbe affatto rientrato. Anzi, la decisione del sindaco avrebbe irrigidito ulteriormente i rapporti dentro la maggioranza, proprio mentre si avvicina l’appuntamento più delicato: il Consiglio comunale del 27 marzo, chiamato ad approvare la previsione di bilancio.
Ed è proprio sul bilancio che si gioca la partita vera. Il gruppo Agropoli Oltre avrebbe già avviato una fase di interlocuzione politica anche con soggetti esterni all’attuale amministrazione, segnale che la frattura interna potrebbe essere tutt’altro che ricomposta.
Sul tavolo restano tutte le ipotesi: dal mancato voto fino alla possibile astensione, scenari che trasformerebbero la seduta sul bilancio in un passaggio ad altissima tensione politica.
Se l’obiettivo era rasserenare il clima, il decreto sulle nomine ha prodotto l’effetto opposto. E ora, più che le dichiarazioni, saranno i numeri in aula a dire se la maggioranza che sostiene Mutalipassi è ancora davvero una maggioranza.


