Il gip Valeria Campanile archivia 41 posizioni nell’indagine sui verbali annullati dalla Polizia Municipale di Capaccio Paestum. Restano a processo due ex comandanti
CAPACCIO PAESTUM. Si alleggerisce in modo significativo il quadro dell’inchiesta sulle multe annullate dalla Polizia Municipale di Capaccio Paestum. Il gip del Tribunale di Salerno, Valeria Campanile, su richiesta dei sostituti procuratori Alessandro Di Vico e Morris Saba della Procura della Repubblica di Salerno, ha disposto una raffica di archiviazioni che riguarda ben 41 indagati.
Tra i prosciolti figurano anche Vittorio De Rosa, titolare della nota azienda Dervit, e Michele Oricchio, presidente regionale della Corte dei Conti, che nei mesi scorsi aveva diffuso una dura nota per rivendicare con forza la propria estraneità ai fatti contestati.
L’indagine, condotta dai militari della Guardia di Finanza del Gruppo di Eboli, aveva preso forma dopo l’acquisizione dei verbali relativi agli anni 2019, 2020 e 2023 presso il Comando della Polizia Municipale di Capaccio Paestum. Dagli accertamenti era emerso un numero particolarmente elevato di sanzioni archiviate, annullate o ancora oggetto di ricorso: in totale 1.970 verbali soltanto nel biennio 2019-2020.
Nel filone principale dell’inchiesta, su complessivi 87 verbali, restano però a processo due ex comandanti della Municipale, Natale Carotenuto e Sofia Strafella. Per entrambi le accuse sono pesanti: falsità ideologica e materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, accesso abusivo a sistema telematico e frode informatica, con l’aggravante di aver agito abusando del proprio potere e manipolando archivi pubblici, in concorso con i singoli automobilisti ritenuti istigatori e beneficiari.
Diversa, invece, la posizione delle 41 persone oggi definitivamente scagionate. Dopo la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, gli indagati hanno reso dichiarazioni in sede di interrogatorio e depositato memorie difensive utili a chiarire le rispettive posizioni.
Proprio da questi elementi, secondo quanto emerso, sarebbe risultato “in maniera incontrovertibile” che i prosciolti fossero del tutto estranei alle presunte condotte criminose attribuite agli accertatori incaricati dal Comando. Un passaggio che segna una svolta importante nell’inchiesta e ridimensiona, almeno per una parte dei coinvolti, il perimetro delle responsabilità ipotizzate inizialmente dagli inquirenti.
Resta ora aperto il fronte processuale nei confronti dei due ex comandanti, mentre per i 41 indagati archiviati cala il sipario giudiziario su una vicenda che aveva suscitato forte attenzione sul territorio.


