Il sindaco Mutalipassi ha annunciato che dopo la vagliatura le alghe verranno reimmesse al largo, il problema però rimane e risuonano le parole del prof. Ortolani
La situazione spiaggiamento della posidonia nel Lido Azzurro ad Agropoli sembra avvicinarsi a una soluzione, con le operazioni di vagliatura delle alghe che sono in fase di completamento. Tuttavia, l’annuncio dell’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Roberto Mutalipassi, riguardo alla prossima reimmissione della posidonia non sembra risolvere il vero problema alla radice.
Alghe, Franco Ortolani
Già nel 2015, quando furono avviati i lavori nell’area denominata Lido Azzurro, il professore universitario Franco Ortolani sollevò preoccupazioni riguardo alle anomalie nel ripascimento e nella costruzione di quello che sarebbe diventato il “Porto furbo”. Secondo il professor Ortolani, la costruzione dei moli ha comportato l’acclusione di un’ampia porzione di mare, tipica delle strutture di protezione portuale, ma non adatta a opere di difesa costiera dall’erosione. Queste modifiche ambientali previste si sono verificate nel corso degli anni e si prevede che si intensifichino nei prossimi mesi.
Le parole del professor Ortolani, purtroppo, non furono prese in considerazione dalle autorità politiche dell’epoca, ma adesso, con le evidenze attuali, appare chiaro che quei lavori non avrebbero dovuto essere realizzati. L’accumulo di notevoli quantità di alghe nella rada protetta sotto al costone, come aveva previsto il professor Ortolani nel 2015, ha causato il problema attuale dello spiaggiamento della posidonia.

Area maleodorante
Dopo le operazioni di vagliatura, i residenti del Lido Azzurro e delle aree circostanti devono ora fare i conti con un’aria maleodorante, accentuata dall’arrivo del caldo. Questa situazione crea disagio e scontento tra gli abitanti, che attendevano con ansia una soluzione più definitiva al problema.
Nonostante l’inizio delle attività di reimmissione della posidonia annunciato dall’amministrazione comunale, diventa evidente che un intervento di questo tipo non risolverà completamente la questione. È necessario affrontare il problema alla radice, rivalutando le decisioni prese durante la costruzione del “Porto furbo” e adottando misure adeguate per prevenire l’accumulo e lo spiaggiamento delle alghe in futuro.
L’amministrazione comunale e le autorità competenti dovrebbero prendere in considerazione le parole del compianto Ortolani, che ha dimostrato di avere una visione lungimirante sulla questione, e intraprendere azioni concrete per proteggere e preservare l’ambiente costiero di Agropoli. Solo attraverso un approccio oculato e una corretta valutazione delle soluzioni si potranno garantire spiagge pulite e salubri per i cittadini e preservare la bellezza naturale di questa zona costiera.




