Elvira Serra: ” Le donne e gli uomini liberi non sono mai schiavi di casacche, ideologie, gli uomini liberi scelgono le persone e le amano oltre le proprie ambizioni personali”
All’indomani del cambio di casacca della consigliere comunale di Agropoli Elvira Serra dall’opposizione alla maggioranza, la stessa interviene sulla questione, inviando una nota stampa, difendendo in questo modo, le proprie ragioni: “Il coraggio delle cicatrici, chi non osa non avrà’ mai cicatrici da portare come medaglie. Le donne e gli uomini liberi non sono mai schiavi di casacche, ideologie, gli uomini liberi scelgono le persone e le amano oltre le proprie ambizioni personali. Ho sempre mostrato con chi ero senza maschere o ripostigli scuri dove si nascondono le idee. Trovate in voi il coraggio di essere oltre, popolo nuovo che sceglie togliendosi maschere ed inutili orpelli. La mia storia personale è quella di una persona profondamente ribelle alle condizioni di schiavitù qualsiasi esse siano.
Questa la forza che mi da il coraggio di andare dove gli altri non hanno il coraggio di andare, sfidare le convenzioni, fare ciò’ che non si aspettano da te, le parole di cattiveria e violenza mi rafforzano accrescono e rinnovano il mio desiderio profondo di giustizia. I leoni da tastiera mi fanno tenerezza io “cogito ergo sum”. Ieri in seno al consesso civico la dottoressa Serra palesò la sua intenzione di entrare in maggioranza e dopo una breve dichiarazione andò a sedere tra gli scranni della stessa, guidata dal sindaco Roberto Mutalipassi. Nella giornata di ieri il leader dell’opposizione Raffaele Pesce ha affidato il suo pensiero sui profili social: “Non tollero l’ipocrisia in generale. In politica detesto il falso buonismo, l’ostentato paternalismo quanto il populismo, l’interesse privato malcelato da disinteresse, la “transumanza” del “Franza o Spagna purché se magna”. Non cerco accordi con traditori e voltagabbana che, nonostante le diverse situazioni, resteranno sempre tali. Non cerco costantemente l’approvazione del popolo, perché significherebbe non lavorare per lo stesso popolo, ma per me stesso.



