Sono in tanti a scrivere post sui profili social, lasciando foto che spiegano più di tante parole i problemi che attanagliano i poveri malcapitati che intendono parcheggiare all’ex campo
Il nuovo sistema di parcheggio a pagamento presso l’ex campo Landolfi ad Agropoli sta ancora causando notevoli disagi e problemi per i cittadini. Le lamentele non si sono fatte attendere, con molte persone che hanno condiviso le proprie esperienze negative legate a questo sistema basato su sbarre. Tra le voci che si levano all’unisono per denunciare i disservizi, spicca quella di un eminente figlio di Agropoli, l’avvocato Attilio Pecora, membro di una delle famiglie più rispettate e influenti della città. L’avvocato Attilio Pecora ha condiviso pubblicamente la sua recente disavventura con il nuovo sistema di parcheggio attraverso un post sui social media:
“Ieri sera, rientrando a casa mia, per percorrere in auto un tratto di circa 200 metri – dal piazzale Monsignor Merola all’accesso al parcheggio dell’ex campo sportivo Landolfi – ho impiegato circa 40 minuti. Ma erano in tanti messi peggio di me, visto che la colonna di auto formatasi da via Taverne a piazzale Merola era di centinaia di metri!
Continua l’avvocato Pecora: “La causa è semplice: il parcheggio sull’ex “Landolfi” era pieno, e la colonna di auto in fila in attesa di accedervi ha creato un “tappo”, paralizzando tutto il traffico a valle. Il tutto aggravato dalla circostanza che per le auto che volessero uscire dalla coda è pressoché impossibile farlo, e si resta praticamente sequestrati”.
Il professionista denuncia anche una pratica illegale: “Dopo l’idea – a dir poco inopportuna – di sperimentare in pieno agosto le nuove modalità di accesso con le sbarre automatiche, si assiste ora al disastro delle conseguenze sulla viabilità del centro città, e non solo. Errare è umano, ma mi auguro che chi di dovere prenda atto dell’errore e vi ponga rapidamente rimedio. Segnalo anche che la nuova modalità di accesso richiede il pagamento alle auto al servizio dei disabili, in evidente violazione delle vigenti disposizioni normative. Ciò non può essere giustificato dai (pochi) posti riservati all’esterno dell’area deputata, che sono pieni già nelle prime ore del mattino”.
“La illegalità della scelta appare palese -conclude Pecora- atteso che alle auto al servizio dei disabili deve essere garantito di parcheggiare gratuitamente sul suolo pubblico nelle strisce blu. Ovviamente anche su questo aspetto – e non solo all’ex “Landolfi” – sarebbero necessari controlli severi, visto il moltiplicarsi dei furbi e degli incivili che occupano sine titulo i posti riservati o, addirittura, espongono contrassegni falsificati. Attendiamo fiduciosi”




