Secondo la Corte d’Assise il movente è da ricercare in un eccesso di gelosia che scatenò la furia omicida di Gerardo Cappetta contro Snejana Bunacalea
La Corte d’Assise del Tribunale di Salerno ha emesso una condanna di 22 anni di reclusione per Gerardo Cappetta, 54enne di Altavilla Silentina, responsabile dell’aggressione fatale che ha portato alla morte della badante della madre, Snejana Bunacalea.
Il movente dietro questo tragico evento risiede nella gelosia che Cappetta nutriva per la vittima, con la quale intratteneva una relazione clandestina, nonostante lei fosse coinvolta in un altro legame affettivo. Snejana aveva comunicato a Cappetta che sarebbe stata disposta a lasciare il suo attuale compagno solo se l’uomo l’avesse sposata. Pare che il peso di questa responsabilità prospettata abbia spinto Cappetta ad agire con estrema violenza.
La Corte d’Assise, nelle 52 pagine di documentazione dettagliata, han escluso qualsiasi possibilità di malore o crisi epilettica da parte di Snejana. Ciò conferma che quella sera, l’imputato ha spinto ripetutamente la vittima contro la superficie della vasca da bagno, colma d’acqua, causandone così il tragico annegamento.
Al momento della tragedia, la donna si stava preparando per un appuntamento con il suo compagno ufficiale, in occasione del suo compleanno. Cappetta, invece, ha spezzato la vita della 43enne in un impeto incontrollato e violento.




