L’uomo, più volte espatriato in Svizzera per lavoro, nascondendo la propria età, cercava di eludere i controlli elvetici
La Polizia ferroviaria del Commissariato di Battipaglia ha effettuato l’arresto di Paolo Campanella lo scorso 8 maggio. L’uomo è stato preso in custodia per il reato di possesso di documenti di identificazione falsi. Secondo quanto riportato dalla polizia giudiziaria, durante un controllo è stato trovato in possesso di un documento di identità valido per l’espatrio, ma risultato falso.
Campanella, residente a Milano e nato a Catania nel 1982, è stato fermato martedì alle 16:30 dai poliziotti del Commissariato di Battipaglia. Nonostante i documenti presentati indicassero una data di nascita del 1983, è emerso che l’uomo è in realtà un 42enne.
Su disposizione del PM Carlo Rinaldi, è stato immediatamente tradotto in carcere. È stato fissato un rito direttissimo per il giorno successivo davanti alla giudice Carla Di Filippo, con la difesa affidata a Daniele Olivieri.
Durante l’udienza di convalida, è emerso che Campanella è accusato di possesso e produzione di documenti falsi in relazione alla carta d’identità contraffatta, presumibilmente rilasciata dal Comune di Catania nel 2015. È inoltre accusato di falsificazione di certificati o autorizzazioni amministrative per la patente di guida.
L’uomo, un cuoco che lavorava in Svizzera, utilizzava la carta d’identità falsa per eludere i divieti imposti a seguito di vari procedimenti penali a suo carico. In passato, ciò gli ha permesso di sottrarsi più volte alla giustizia, oltre che di raggiungere la Svizzera.
La vicenda di Paolo Campanella mette in luce la gravità del fenomeno delle identità false e delle conseguenze che può comportare, non solo sul piano legale ma anche sul piano della sicurezza pubblica.




