Dopo 16 anni arriva l’istanza e la conseguente delibera di Giunta con affidamento diretto al privato dell’area sottoposta ad abuso
Nel 2008, la sezione giudiziaria della Polizia Locale del comune di Agropoli accertava un abuso edilizio da parte di una struttura ricettiva situata in quella che gli agropolesi chiamavano Marina Piccola. La sentenza del procedimento 639/2008 sanciva i confini del demanio marittimo e la conseguente irregolarità dell’occupazione. Questo episodio sembrava chiudersi con l’imposizione di una sanzione, ma sedici anni dopo, la questione è tornata alla ribalta con nuovi sviluppi.
La Nuova Richiesta di Concessione
Recentemente, il comune di Agropoli ha disposto il rilascio di una licenza di concessione demaniale marittima al proprietario della stessa struttura ricettiva. La concessione riguarda una piattaforma di circa 400 mq situata in Località Porto, adiacente al fabbricato esistente e caratterizzata da una pavimentazione in pietra, una scala in ferro per l’accesso dalla spiaggia e una rampa.
La Delibera Controversa
La Giunta comunale, guidata dal sindaco Roberto Mutalipassi, ha accolto la richiesta del rilascio di una concessione demaniale marittima, apparentemente per sanare l’abuso risalente al 2008. Tuttavia, questa decisione ha sollevato polemiche e critiche da diverse parti.
Le Critiche di Gerardo Spira
Gerardo Spira, esperto del settore, ha esposto criticità tecniche e legali relative alla delibera: “La proposta difetta del procedimento amministrativo logico-giuridico di supporto legale all’atto. Non è motivata la ragione per cui si procede ad affidamento diretto, né risultano richiamate le norme che lo consentono. Ciò in palese violazione della traboccante giurisprudenza del Consiglio di Stato su questa materia, che impone l’obbligo della gara pubblica. Non c’è gara e non è motivata la ragione. Insomma, un obbrobrio di diritto che va accertato.”
Le Proposte Alternative
Molti sostengono che sarebbe stato più opportuno emettere un’ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi e procedere alla demolizione delle opere abusive. Successivamente, un bando pubblico per l’assegnazione dell’area avrebbe permesso a tutti di partecipare e ottenere la concessione in modo trasparente e regolare.
La decisione di affidare direttamente la concessione demaniale senza una gara pubblica appare discutibile e controversa, sollevando interrogativi sull’adeguatezza e la legittimità del processo decisionale adottato dalla Giunta comunale di Agropoli.




