Con il ritorno all’ora solare, si guadagnerà un’ora di luce naturale in più al mattino, ma il buio arriverà prima la sera
Nella notte tra sabato 26 e domenica 27 ottobre, torna l’ora solare: alle 3 del mattino le lancette dovranno essere spostate indietro di un’ora, passando dalle 3 alle 2. I dispositivi elettronici connessi a internet, come smartphone, tablet e computer, si aggiorneranno automaticamente. Tuttavia, per orologi non digitali, come quelli domestici o delle automobili, sarà necessario intervenire manualmente.
Con il ritorno all’ora solare, si guadagnerà un’ora di luce naturale in più al mattino, ma il buio arriverà prima la sera. Un altro vantaggio è un’ora di sonno in più nella notte del cambio. L’ora legale farà il suo ritorno in primavera, esattamente tra il 29 e il 30 marzo 2025, quando le lancette andranno nuovamente spostate in avanti di un’ora.
Il cambio dell’ora ha una motivazione principale legata al risparmio energetico. L’orario invernale consente di sfruttare meglio la luce del giorno, riducendo il consumo di energia elettrica e incidendo positivamente sulle bollette. Secondo i dati di Terna, l’azienda che gestisce la rete elettrica italiana, dal 2004 al 2023 l’adozione dell’ora legale ha consentito un risparmio di circa 11,7 miliardi di kilowattora, corrispondenti a circa 2,2 miliardi di euro. Tuttavia, con l’evoluzione dei consumi energetici e l’aumento delle fonti rinnovabili, questo risparmio è diventato meno rilevante negli ultimi anni.
Come ogni anno, il ritorno all’ora solare potrebbe portare qualche piccolo disagio. Il cambiamento può influire sul nostro ritmo circadiano, provocando disturbi del sonno e difficoltà di concentrazione, effetti simili a quelli del jet lag. Per ridurre questi fastidi, gli esperti consigliano di prepararsi in anticipo, adattando gradualmente gli orari di sonno e dei pasti nei giorni che precedono il cambio dell’ora.
L’utilità del cambio d’orario è oggetto di dibattito da diversi anni. Dal 2018, il Parlamento europeo discute la possibile abolizione, con una divisione netta tra i Paesi del Nord, che preferirebbero mantenere l’ora solare per tutto l’anno, e quelli del Sud, come l’Italia, che sostengono la permanenza dell’ora legale. Al momento, non è stata presa una decisione definitiva, e il consueto cambio dell’ora continua senza indicazioni chiare su eventuali modifiche future.




