Un voto unanime del Consiglio Comunale di Castellabate che palesato l’intenzione di sostenere la battaglia di civiltà intrapresa
Questa mattina, durante il Consiglio Comunale di Castellabate, è stato portato all’attenzione il tema cruciale del reinserimento dell’Ospedale Civile di Agropoli nella rete sanitaria della Regione Campania. In un momento di crescente necessità di rafforzare i presidi di emergenza sul territorio, le autorità locali si sono impegnate a favore della riattivazione del pronto soccorso e del reinserimento del presidio ospedaliero nel sistema dell’emergenza-urgenza.
Appello alla Regione Campania e all’ASL Salerno
L’intero Consiglio Comunale di Castellabate, guidato dal sindaco Marco Rizzo, ha sostenuto un appello univoco indirizzato alla Regione Campania e all’ASL di Salerno. I rappresentanti comunali hanno espresso preoccupazione per la carenza di strutture sanitarie locali, ritenendo che il ripristino dell’Ospedale di Agropoli rappresenti una battaglia di civiltà in favore del diritto alla salute dei cittadini del comprensorio.
Il presidio ospedaliero di Agropoli e la delibera di Giunta regionale
L’Ospedale di Agropoli, chiuso nel 2013, è al centro delle richieste delle comunità locali che da anni attendono il ripristino del pronto soccorso. Nel 2021, la Regione Campania aveva già emesso una delibera di giunta che riconosceva la necessità di rafforzare le strutture ospedaliere nelle aree interne e di ripristinare il servizio di pronto soccorso ad Agropoli, considerato are disagiata e centrale per la sua posizione tra le zone costiere e interne del Cilento. Tuttavia, le strategie politiche hanno portato all’atto aziendale che hanno estromesso la struttura dalla rete d’emergenza
Una battaglia di civiltà a difesa della sanità locale
Con il supporto di Castellabate e di altre amministrazioni locali, si ribadisce la necessità di portare a termine questa importante iniziativa. La delibera di Castellabate ha sottolineato come il sostegno all’Ospedale di Agropoli non sia solo una questione sanitaria, ma un atto dovuto nei confronti delle comunità del Cilento, che meritano una sanità efficiente e vicina alle loro esigenze.




