La nascita del PSI, ad opera del presidente del Consiglio comunale Franco Di Biasi artefice della sua implosione, un copione già scritto
Il Partito Socialista di Agropoli si scioglie ufficialmente, come annunciato da Franco Di Biasi, attuale Presidente del Consiglio comunale e figura chiave nella rinascita del PSI nella cittadina cilentana. L’annuncio era atteso da tempo, con Cilento Post che aveva profetizzato questo epilogo da almeno due anni.
In un comunicato condiviso congiuntamente dal segretario del partito, Anna De Martino, e dal capolista Franco Di Biasi, si conferma la decisione di abbandonare il simbolo socialista per dare vita a un nuovo movimento civico.
Il messaggio di Di Biasi
“Per il futuro del territorio e per rinnovare il nostro impegno – recita il comunicato – ci immaginiamo uniti in un movimento civico”. Nonostante la scelta di voltare pagina, il gruppo ribadisce la propria adesione ai valori del socialismo e sottolinea che non vi sono stati attriti con i vertici nazionali del partito.
Le ragioni della crisi
La parabola discendente del PSI ad Agropoli era un copione già scritto. L’assenza di tesseramento attivo e la scarsa partecipazione degli iscritti avevano fatto emergere dubbi sull’effettiva vitalità del partito. Le adesioni sembravano più funzionali alla creazione di consenso sui social media che a un progetto politico concreto e radicato sul territorio.
Franco Di Biasi, che aveva inizialmente rilanciato il PSI per rafforzare la propria visibilità politica, è ora indicato da molti come il principale responsabile dell’implosione del partito.
Verso una lista civica
Non tutto è perduto, però. Il gruppo sembra pronto a rilanciarsi attraverso una lista civica, unendosi sotto un nuovo simbolo e un nuovo progetto per il futuro di Agropoli. È chiaro, tuttavia, che questa nuova avventura continuerà a orbitare intorno agli interessi e alla visione politica di Di Biasi, la cui influenza rimane centrale. Ora vedremo all’interno della maggioranza guidata dal sindaco Roberto Mutalipassi cosa accadrà, Di Biasi ha minacciato di staccarsi dalla stessa, contrario all’attività del comandante della Polizia Locale Rinaldi.




