Una vicenda controversa dove la determina di revoca non è sufficiente, dalla revoca all’aggiudicazione il grande assente è l’amministrazione
Continua a far discutere la revoca della determina n. 44, relativa all’aggiudicazione dei lavori per la riqualificazione energetica della pubblica illuminazione stradale mediante l’installazione di corpi illuminanti a LED e sistemi avanzati di regolazione, telecontrollo e telegestione del flusso luminoso.
Il provvedimento di revoca è stato giustificato dal mancato finanziamento da parte della Regione Campania nell’ambito del programma POR FESR 2014-2020, rendendo impossibile l’attuazione del progetto da parte del Comune di Agropoli.
Sulla vicenda è intervenuto Gerardo Spira, ex Segretario Comunale di Pollica durante l’amministrazione del compianto sindaco Angelo Vassallo e profondo conoscitore delle procedure amministrative. Spira ha analizzato i passaggi chiave della revoca, offrendo una lettura tecnica della situazione.
Cilento Post ha pubblicato integralmente il suo commento, che fornisce ulteriori dettagli e chiarimenti su un caso che sta alimentando il dibattito pubblico ad Agropoli.: “Noto che procedure e procedimenti si tendono a farli passare come comportamenti di errori scusabili, mentre invece sono veri e propri comportamenti di grave responsabilità personali, implicando anche aspetti di altre e diversa natura. E valga il vero!
Si sostiene che la richiesta non sia stata approvata dalla Regione perché non coerente con le condizioni del finanziamento.
In questa Condizione il Comune di Agropoli ha attivato una procedura di gara conclusa con aggiudicazione. A febbraio 2025 il responsabile della piattaforma e della gara procede a revoca, con una determina che offende diritto e funzioni. In questa attività sono evidenti una serie di vizi, di omissioni e ritardi che chiamano alle responsabilità tutti gli organi coinvolti nella vicenda, piani, giunta e responsabili che hanno dato il parere, Segretario comunale per il controllo di conformità, revisori dei conti per controllo ex 239 Tuel.
Secondo ciò che si legge il geom. Laureana, ora ing, ha fatto tutto da solo. Lui ha attivato la richiesta, lui ha fatto il progetto, lui ha attivato la piattaforma dell’Unione e Lui ha fatta la gara. Nella determina non si fa alcun riferimento a tutte queste fasi. Manca la storia della pratica, che costituisce la premessa di tutto il procedimento amministrativo. Risulta completamente assente l’Amministrazione con i suoi atti. Un grande imbroglio che fa capire in mano a chi è la città. Un tentativo, finito incastrato per le note vicende giudiziarie in corso. Questo è il sistema, imbrogli e falsi per raggirare la legge. Quali le conseguenze se ciò è accaduto dal 2008? se ciò è accaduto negli investimenti assunti con mutui a carico del bilancio comunale? Una comunità presa per i fondelli per oltre 15 anni. Atti privi di procedimenti, sono atti nulli per legge.”
Gerardo Spira aggiunge “Il geom. Laureana, ora ing. doveva annullare, non revocare, per assenza della condizione indispensabile idonea a fare la gara. C’è dentro mezzo codice penale, il codice contabile per il danno provocato dai costi del procedimento (anche per compensi se distribuiti), il codice disciplinare e il civile se viene azionato il risarcimento danni. Rimettiamo a chi di dovere il commento, con la disponibilità a chiarire se del caso”




