Un’attività delicatissima voluta dal prefetto di Salerno, Francesco Esposito, e che potrebbe determinare la sorte dell’attuale Consiglio comunale
È entrata ufficialmente nel vivo l’attività della Commissione d’indagine inviata a Capaccio Paestum dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. I tre componenti — il viceprefetto Savina Macchiarella, il maggiore dei carabinieri Vincenzo Izzo e il funzionario prefettizio in quiescenza Franca Maietta — hanno fatto ingresso in municipio nei giorni scorsi, avviando una meticolosa acquisizione di documenti e atti amministrativi. Massimo riserbo sul modus operandi e sugli obiettivi specifici delle verifiche.
Un’indagine ad ampio raggio
La Commissione è stata incaricata di accertare la possibile sussistenza di infiltrazioni mafiose, forme di condizionamento o collusione negli uffici comunali e tra gli amministratori. Un’attività delicatissima voluta dal prefetto di Salerno, Francesco Esposito, e che potrebbe determinare la sorte dell’attuale Consiglio comunale, in carica dopo l’elezione del sindaco Gaetano Paolino.
Appalti, varianti urbanistiche e assunzioni sotto esame
L’attenzione degli ispettori sarà focalizzata su diversi ambiti chiave della macchina amministrativa: affidamenti di appalti, varianti urbanistiche, compravendite di terreni, aste giudiziarie e procedure di assunzione. Saranno analizzati anche i rapporti contrattuali per valutare eventuali collegamenti con ditte colpite da interdittive antimafia o legate a soggetti attenzionati dalle forze dell’ordine.
Il ruolo del commissario Lo Castro
Il precedente Commissario Prefettizio, Davide Lo Castro, insediatosi prima delle elezioni, aveva già segnalato la necessità di approfondimenti, lasciando presagire l’arrivo della Commissione. Un segnale che rafforza la volontà delle istituzioni di fare piena luce su eventuali distorsioni nell’attività amministrativa del Comune.
Le informative della DIA e della DDA
A indirizzare i controlli contribuiranno anche numerosi rapporti riservati della Direzione Investigativa Antimafia e della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno. Le informative, alcune recenti, altre più datate, verranno valutate per evidenziare elementi utili a ricostruire possibili intrecci tra amministrazione pubblica e criminalità organizzata.
La collaborazione del nuovo sindaco Paolino
Il sindaco Gaetano Paolino ha espresso pubblicamente la propria piena disponibilità a collaborare con la Commissione, ribadendo la volontà di restituire trasparenza e serenità alla comunità locale. “Fare chiarezza su ombre e sospetti è un dovere morale oltre che istituzionale”, ha dichiarato.
L’inchiesta DDA e il caso Alfieri-Squecco
A sollecitare l’intervento del Viminale sono state anche le interrogazioni parlamentari di Antonio Iannone (Fratelli d’Italia) e Pino Bicchielli (Noi Moderati), in seguito all’inchiesta della DDA di Salerno che ipotizza un presunto scambio elettorale politico-mafioso tra l’ex sindaco Franco Alfieri e l’imprenditore Roberto Squecco. Quest’ultimo, già pregiudicato, sarebbe stato coinvolto anche nella pianificazione di un attentato contro Alfieri. Il caso è finito nel report semestrale della DIA, gettando nuove ombre sull’amministrazione passata.
Tre mesi di lavoro prorogabili
L’attività della Commissione durerà tre mesi, con la possibilità di una sola proroga di ulteriori novanta giorni. Al termine del lavoro, verrà redatta una relazione che potrebbe portare allo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche, qualora ne emergessero elementi concreti.


