“Politici” visti e rivisti che attraverso un nome ed un simbolo nuovo quello di Italia Viva vogliono rientrare in gioco
A volte ritornano. Non parliamo di fantasmi, ma di quella vecchia politica agropolese che, ciclicamente, riappare sulla scena con simboli rinfrescati e proclami di rinnovamento, ma con gli stessi volti, le stesse dinamiche e, soprattutto, gli stessi interessi.
L’ultima novità — si fa per dire — è la nascita ad Agropoli di una nuova sede di Italia Viva, il partito nazionale di Matteo Renzi, annunciata in pompa magna con un comunicato dai toni ispirati: “Un nuovo soggetto politico che nasce dal desiderio di cambiamento, partecipazione, trasparenza e inclusività”. Parole nobili, certo. Ma dietro la retorica del rinnovamento si intravede ben altro.
A guidare il neonato circolo locale c’è Eleodoro Di Nardo, nome noto agli agropolesi. Proprietario del Lido Oasi, struttura già balzata alle cronache per controverse vicende giudiziarie, Di Nardo non è nuovo alla politica cittadina. Già fondatore della lista civica Idea Comune a sostegno dell’ex sindaco Adamo Coppola, si rese protagonista di una rapida virata politica: una volta eletto, abbandonò il gruppo per approdare nel limbo del gruppo misto. Ora ritorna con un’etichetta nuova, ma lo stesso copione: un salto carpiato dal civismo al partito, con in mezzo una scia di vicende politiche.
Ma la domanda vera è: chi c’è dietro questo “nuovo” soggetto politico? I più attenti osservatori locali parlano apertamente di operazione nostalgia. Un progetto che, più che guardare al futuro, pare voler riesumare i fasti (e i personaggi) della cosiddetta “epoca d’oro” targata Franco Alfieri. Si fa il nome di Elvira Serra, già vicina a Italia Viva nelle scorse amministrative: quali altre figure legate alle vecchie cordate stanno per riemergere dalle nebbie del passato? Sicuramente nomi che abbiamo letto tante volte, fuori dai giochi in questo mandato.
Il tutto avviene in un contesto politico dove i cittadini, stanchi delle solite facce e dei soliti slogan, chiedono concretezza, pulizia e discontinuità reale. E invece assistono all’ennesimo tentativo di riciclarsi sotto mentite spoglie. Sembra quasi che basti cambiare casacca — o meglio, logo — per poter ripresentarsi all’elettorato come novità. Ma la memoria, si sa, può essere corta, ma non sempre smemorata.
In attesa di capire se questa Italia Viva versione agropolese saprà davvero offrire qualcosa di nuovo — o sarà solo l’ennesimo tentativo di rientrare nei giochi — una cosa è certa: la città ha bisogno di politica vera, non di lifting tattici.


