Ora si dovrebbe capire a chi giova la guerra tra amministrazione e concessionari storici che hanno dallo loro la proroga del Governo
AGROPOLI – Si preannuncia un’estate rovente, ma non solo per il clima. Ad agitare le acque del litorale agropolese è una battaglia legale che rischia di lasciare il segno. Il Comune di Agropoli, guidato dal sindaco Roberto Mutalipassi, ha infatti deciso di costituirsi in giudizio dinanzi al TAR Campania (sez. Salerno) per contrastare il ricorso presentato da alcuni dei concessionari storici della città: Leopoldo e Teresa Stromilli, Francesco Russo, Sinforosa Cirillo e i noti stabilimenti Lido Aurora e Lido 3 Conchiglie, difesi dall’avvocato Elio Cuoco.
Il ricorso nasce da un atto che sa tanto di forzatura amministrativa: il Comune ha ritenuto opportuno anticipare al settembre 2025 la fine delle concessioni demaniali, ignorando il decreto legge del Governo che proroga le concessioni storiche fino al 31 dicembre 2027. Una decisione che ha suscitato non poche perplessità e che sembra andare in direzione contraria rispetto alla linea nazionale.
Il nodo: tra decreto legge e interpretazioni locali
La questione è delicata. Se da un lato esiste un impianto normativo nazionale che, tra proroghe e sentenze europee, si muove su un crinale sottile, dall’altro la scelta del Comune appare come un’iniziativa unilaterale e, secondo molti, discriminatoria. A farne le spese, guarda caso, sono solo alcuni concessionari: proprio quelli che avrebbero titolo per usufruire della proroga governativa.
Nel mirino finiscono, infatti, attività storiche che da decenni rappresentano un pezzo dell’identità turistica e sociale della città. Lido Aurora e Lido 3 Conchiglie non sono semplici stabilimenti balneari: sono simboli, presìdi di memoria e tradizione. Eppure, sembra che l’Amministrazione abbia deciso di tirare una linea netta, trattando allo stesso modo concessioni annuali senza fondamento giuridico e quelle storiche che, per legge, dovrebbero restare in vigore fino al 2027.
Una scelta politica o tecnica?
Difficile credere che si tratti di un mero tecnicismo. L’impressione, piuttosto, è quella di una guerra a colpi di carte bollate lanciata dall’Amministrazione contro chi non si è allineato o chi, forse, rappresenta un ostacolo in vista del nuovo Piano di Utilizzo del Demanio (PAD) e dei futuri bandi a lotti. In altre parole, una partita tutta politica mascherata da operazione di legalità.
A difendere l’Amministrazione comunale sarà l’avvocato Modestino Rosiello, mentre i concessionari hanno scelto l’esperto Elio Cuoco. La sfida si gioca ora nelle aule del TAR, ma le ripercussioni potrebbero riverberarsi ben oltre: su occupazione, turismo e sul clima politico della città.
Una sconfitta annunciata?
In molti parlano già di un’azione destinata a fallire. Le premesse non sembrano favorevoli al Comune: i riferimenti normativi, le sentenze precedenti e la linea governativa indicano chiaramente la possibilità di mantenere le concessioni in essere fino al 2027. Un’accelerazione, quella dell’Amministrazione Mutalipassi, che rischia di trasformarsi in un boomerang politico e giuridico.
E così, mentre i cittadini si preparano alla stagione estiva, le spiagge di Agropoli diventano terreno di scontro. E non tra bagnanti per un posto al sole, ma tra Comune e imprenditori, tra burocrazia e identità. Con una domanda che resta sospesa: a chi giova tutto questo?


