Non è ancora chiaro se si tratti di una semplice bravata o di un gesto deliberato, ma ciò che resta è l’immagine ferita di un luogo
Un gesto incivile ha turbato la quiete di Gioi, piccolo borgo cilentano da sempre simbolo di comunità e partecipazione. La sede della Pro Loco e dell’associazione Cristian Maio , punto di riferimento per l’aggregazione sociale e culturale del territorio, è stata oggetto di un atto vandalico: ignoti hanno distrutto la porta d’ingresso in vetro, lasciando sgomento e amarezza tra i membri dell’associazione e i cittadini.
Non è ancora chiaro se si tratti di una semplice bravata o di un gesto deliberato, ma ciò che resta è l’immagine ferita di un luogo che ogni giorno lavora per il bene comune. “Un gesto inaccettabile”, commentano all’unisono in paese, dove l’associazione è da sempre impegnata in attività sociali, culturali e di promozione del territorio, con particolare attenzione ai giovani e alle fasce più fragili della comunità.
A esprimere con forza l’indignazione collettiva è stata la Pro Loco di Gioi, che in un post sui social ha scritto parole forti e condivise:
“Chi vandalizza luoghi di impegno, aggregazione e servizio, non danneggia solo cose, ma colpisce l’idea stessa di comunità. Dietro ogni sede c’è lavoro, tempo e dedizione. E questo merita rispetto, non rabbia cieca. Vergogna!”
Il messaggio è chiaro: non si tratta solo di un danno materiale, ma di un attacco al cuore pulsante della partecipazione civica. Dietro ogni realtà associativa ci sono storie, volti, volontariato. C’è chi dedica tempo e passione per offrire spazi di incontro, cultura, aiuto. E distruggere tutto questo, anche solo simbolicamente, è un affronto che chiama a una riflessione più profonda.
Le forze dell’ordine stanno indagando sull’accaduto, mentre i membri dell’associazione si sono già messi al lavoro per ripristinare la porta e ripartire, più uniti che mai.
Perché la risposta a certi gesti non può che essere l’impegno, il coraggio e la determinazione di chi non si arrende alla superficialità e all’inciviltà.
Dall’associazione: “Ci sentiamo di aggiungere un ringraziamento particolare alle forze dell’Ordine, ma soprattutto al Sindaco e all’amministrazione per la velocità con cui si è provveduto a sistemare i vetri e ripristinare le nostre sedi”
La speranza è che episodi del genere non si ripetano più e che chi ha commesso il fatto comprenda la gravità del proprio gesto. La comunità di Gioi, intanto, fa quadrato attorno all’associazione, con la consapevolezza che il rispetto e la solidarietà sono i veri strumenti per costruire un futuro migliore.


